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MARGINALMENTE N. 160 del 2.dic.2017 di Antonio Biella

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IL PIDDINO PORTA LA SPOSA ALLA LEOPOLDA

Che qualche coppia di sposi, dopo la cerimonia, si rechi in Vaticano, magari all’udienza del Papa, bene; che in passato alcune coppie di sposi sfilassero davanti al Duce, può far sorridere o digrignare i denti, ma vista l’epoca un senso l’aveva. Ma che un giovane torinese di 25 anni, militante del Pd, sia tanto infatuato del Pino(cchio) Solitario da prendere la fidanzata d’origine bielorussa, portarla a sposarsi civilmente a Firenze per poi, dopo la cerimonia, trascinarla di corsa alla Leopolda per ascoltare il discorso di Renzi…beh, a me sembra il massimo della sciocchezza. Io, al posto della giovane e bella bielorussa, avrei immediatamente divorziato da chi aveva trasformato il giorno più bello nel giorno più scialbo. Divorzio per crudeltà mentale!

IL GRUPPO M5S LICENZIA

“Signori, si chiude!” e…tutti giù per terra! Il riferimento è al Movimento cinque stelle e al proprio gruppo parlamentare alla Camera che, intravvedendo all’orizzonte lo scioglimento del Parlamento, ha deciso di licenziare tutti i dipendenti: 39 unità. Si è salvato solo il direttore amministrativo per ragioni tecniche.  Da notare che i trentanove dipendenti erano tutti a tempo indeterminato, e a questi si aggiungono altri otto a tempo determinato. Poiché fra gli uni e gli altri ci sono sette giornalisti, il sindacato delle “penne” ha protestato stigmatizzando il fatto che “Chi si erge a paladino dei deboli e dei lavoratori precari (…) alla fine licenzia tutto il proprio personale”. Secca e dalla doppia morale, la replica grillina: “Il sindacato faccia meno politica e si concentri sui precari”. Ma cos’è? Il bue che chiama cornuto l’asino?

IL PIU’ “BUONO” PRENDE 8MILA EURO AL MESE

Secondo Mario Giordano, esperto in sprechi e magagne, l’uomo simbolo dell’accoglienza dei migranti in Toscana porta a casa tredicimila euro lordi, ottomila euro netti al mese, più altre 4.400  netti alla propria compagna per un contratto part time. Questo grazie alla gestione di cooperative inizialmente nate per pulizie, derattizzazioni e simili. Ora, lasciando i poco remunerativi topastri e dedicandosi al business degli immigrati, la cooperativa gestisce 32 centri per 650 ospiti; e il fatturato è passato dai 700mila euro di dieci anni fa a quasi cinque milioni attuali. Inoltre, il giornalista dalla voce stridula ma dalla mente lucida ha scoperto che almeno tre sedi sono di proprietà della compagna del ”re dell’accoglienza” con affitti superiori ai prezzi di mercato. E poi ci sarebbero i rimborsi di cospicue spese di rappresentanza, la creazione da parte della coppia di una Immobiliare che prende in fitto sedi che poi riaffitta alla cooperativa a prezzo maggiorato, eccetera.

Insomma, chi pensa che il fenomeno dell’ondata migratoria possa esaurirsi, sbaglia: finchè ci saranno mille euro al mese per migrante, i…”buoni” non molleranno.

MA VI INTERESSA SE E’ GAY?

Ad essere sincero avevo molto apprezzato, qualche ano fa, una pubblicità progresso particolarmente intelligente. Si vedeva un tizio che faceva un incidente e, soccorso da un’autombulanza, arrivava in ospedale dov’era accolto da medici e infermieri. A questo punto l’immagine si bloccava e una voce fuori campo diceva pressappoco così: “Queste persone stanno per salvarti la vita: ti interessa se sono gay, lesbiche o eterosessuali?”. E io commentavo fra me e me: “Giustissimo, è come il famoso gatto che non importa di che colore sia purchè acchiappi i topi”.

Bene, ora le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil hanno promosso un opuscolo chiamato “Vademecum  lgbt” (che sarebbe: lesbiche, gay, bisex e trans) insieme al coordinamento Torino pride. In pratica, nel Paese europeo al secondo posto per disoccupazione, i sindacati si interrogano sul mondo lavorativo delle persone lgbt, scoprendo che su 23 milioni di lavoratori, un milione è omosessuale (e quindi?!?) e di questi si conosce ben poco. Il Vademecum si dice certo – ma così, senza prove – che i poveri omosessuali siano discriminati. Personalmente penso al mondo della moda, a quello dello spettacolo e tanti altri ambienti dove se sei gay sei agevolato.

Il Vademecum promosso dai tre sindacatoni, si basa sulle interviste fatte alle persone lgbt e – ma guarda un po’! – il 13 per cento dice di non essere stato assunto da un’azienda per il proprio orientamento sessuale (mìzzica, e i milioni di eterosessuali che non trovano lavoro che devono dire?); che i transessuali  vengono respinti dai posti di lavoro nella misura del 45 per cento (sempre dati forniti dagli stessi); il 4,8 per cento dice di essere stato licenziato ingiustamente perché non eterosessuale; e il 19 per cento di essere stato maltrattato per gli stessi motivi.

Insomma, mettiamoci l’anima in pace: anche se gran parte degli stilisti sono omosessuali e per questo scelgono spesso modelli dello stesso orientamento; il mondo della televisione non vara un programma senza un conduttore, un opinionista lgbt; nelle fiction, film e altri generi di spettacolo non manca una certa propaganda omosessuale; finisce sempre che gli eterosessuali poveri, disoccupati ed emarginati sono gli “aguzzini” dei ricchi e famosi omosessuali e compagnia bella.

E il sindacato, che dovrebbe tutelare tutti i lavoratori e – io credo – in primo luogo i padri e le madri di famiglia, si trastulla con i soliti “diritti” (spesso inventati) dei gay.

Tanti auguri alla triplice, se sopravviverà. Ma soprattutto tanti veri auguri ai lavoratori italiani. Ah, quasi dimenticavo: mi piacerebbe che si facesse uno spot in cui uno arriva in ospedale, medici e infermieri gli vanno incontro, e una voce fuori campo dice: “Ti interessa se sono eterosessuali?”

Antonio Biella

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