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JazzTimes

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https://jazztimes.com/reviews/vox/marilena-paradisi-kirk-lightsey/

Bunny Mellon, America’s foremost arbiter of superior taste, lived by the motto “Nothing should be seen,” meaning that in order to achieve true aesthetic beauty, nothing must stand out. As a defining principle it perfectly describes octogenarian pianist Kirk Lightsey’s exquisite craftsmanship across each of these seven covers and one original. And Lightsey has found an ideally symbiotic partner in Italian vocalist Marilena Paradisi. On what is only her second album performed entirely in English, Paradisi demonstrates the same captivating ability to fully meld with the songs without dampening their distinct moods.

The duo opens with Mingus’ contemplative “Portrait,” sketching deeply personal tonal “pictures” based on lifelong experiences and observations. The gorgeously bittersweet “Some Other Time” connects with a wistful “Autumn Nocturne,” the darkly revelatory “Soul Eyes” and the staccato roil of Ron Carter’s “Little Waltz,” steadily rising in intensity as it progresses from sweet joy to bruised dejection. Exploring more fulfilling romantic sentiments, they add a rapturous “Like a Lover” and a beatific rendering of the Wayne Shorter/Dianne Reeves title track. Paradisi and Lightsey (alternating between piano and flute) close with the co-written “Fresh Air,” a gently flowing venture “into the light,” traveling not to a heavenly reward but toward more earthly and sensual pleasures.

Italiano

 

Bunny Mellon, il principale arbitro  dell’America di gusto superiore, viveva secondo il motto "Nulla deve essere visto", il che significa che per raggiungere la vera bellezza estetica, nulla deve emergere. Come principio di definizione descrive perfettamente la squisita maestria del pianista ottuagenario Kirk Lightsey attraverso ognuna di queste sette cover  e una originale. E Lightsey ha trovato un partner idealmente simbiotico nella cantante italiana Marilena Paradisi. In quello che è il suo secondo album interamente eseguito in inglese, Paradisi dimostra la stessa accattivante capacità di fondersi completamente con le canzoni senza smorzare i loro differenti stati d'animo.

Il duo si apre con il Portrait contemplativo di Mingus, "disegnando" immagini tonali profondamente personali basate su esperienze e osservazioni  di tutta  una vita. Il Some Other Time meravigliosamente agrodolce si collega a un Autumn Nocturne malinconico,  all’oscuro rivelatore Soul Eyes e lo staccato  di Little Waltz di Ron Carter, che aumenta costantemente di intensità mentre procede dalla dolce gioia  al livido sconforto. Esplorando sentimenti romantici più appaganti, aggiungono un entusiasmante Like a Lover e una  interpretazione estatica della title track di Wayne Shorter e Dianne Reeves.

Paradisi e Lightsey (alternando pianoforte e flauto) si chiudono con il brano scritto in cooperazione, Fresh Air, un'avventura che scorre dolcemente "verso la luce", viaggiando non verso una ricompensa celeste ma verso piaceri più terreni e sensuali.

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