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Lettera aperta a Sarri da un tifoso napoletano

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Lei ha ragione su molti punti. Questo è innegabile. Ma dipende dallo stato d'animo che noi napoletani abbiamo quando vediamo giocare il Napoli. Siamo presi da una mania di superiorità che peraltro dimostriamo sul campo anche quando perdiamo con la Roma. Lei ha messo su un dispositivo che funziona e che noi vorremmo vincesse sempre. Quando noi vediamo la partita, qualunque partita, sappiamo e siamo sicuri che la palla persa la recupereremo, siamo sicuri che il passaggio forte rasoterra arriverà a destinazione. Quando guardiamo il Napoli vediamo undici calciatori piantati come pilastri in mezzo al campo che ci danno la sicurezza e ci fanno sentire forti a noi che sediamo sui nostri divani in compagnia degli amici. Quando vediamo questa squadra esultare ed abbracciarsi, siamo anche noi abbracciati ed aggrappati alle magliette sudate dei nostri idoli. I nostri calciatori si vogliono bene e sono sinceri tra loro e tra noi. Quando vediamo giocare il Napoli con quel palleggio che sfianca gli avversari e li fa vagare da uno all'altro come dei rimbecilliti affannati per poi puntare in verticale con un lancio ad orologeria e segnare, un sentimento di forza, quasi di onnipotenza, ci pervade e ci fa sentire orgogliosi di tifare Napoli. Lei signor Sarri, deve scusarci se siamo tristi dopo il pareggio con l'Inter perché se siamo tristi è per tutti questi motivi messi insieme. Allo stesso modo deve apprezzarci per aver applaudito il Napoli dopo aver incassato la sconfitta con la Roma. Noi a questa squadra vogliamo bene. Molto bene. È più che tifo, diventa quasi una speranza, una rivendicazione, un po' una rivoluzione del povero contro il ricco. Siamo alla rivendicazione sociale, alla vendetta di un popolo contro i sopraffattori che hanno sempre tutte le porte spalancate e che spalancano di forza se le trovano chiuse. La nostra passione di tifosi sta tutta concentrata nel gol di Maradona su punizione alla Juventus. Sta nei cori di una soddisfazione arrivata finalmente dopo tantissimi anni. Lei signor Sarri, è uno di noi e lo si vede in tutte le cose che fa, sempre in tuta da campo, nella passione che impiega nell'offrire ad una tifoseria tra le prime nel mondo la gioia del calcio più bello. Questo, signor Sarri, quando ci fa parlare di calcio con chiunque, ci vede a testa alta con il piglio dei professori che insegnano perché sanno e sono da esempio. Per tutte queste cose ed altre ancora noi, io personalmente, la ringrazio perché ha portato la squadra su di un piedistallo eccellente e basta solo questo a farci sentire vincitori. Il campionato non è compromesso e probabilmente lo vinceremo noi ma, a questo punto, non è tanto questo che ci interessa. Abbiamo la consapevolezza della nostra forza, della nostra bellezza e non serve a questa squadra l'incitamento della tifoseria quanto l'affetto dei calciatori serve ed è indispensabile alla tifoseria.

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