Neuroscienza e chimica dell’amore, abbiamo a che fare con neuroni e sostanze che ci fanno parlare da poeti e piangere dall’emozione Ma allora i sentimenti sono frutto della chimica? Chi non si intende di medicina sa solo dell’esistenza del neurone. Lo scambio neuronico, si sa, regola le funzioni cerebrali ma, nel 1991, Vittorio Gallese dell’università di Parma, ha scoperto i “neuroni a specchio”.Questi si attivano sia quando si compie una determinata azione, sia quando si vede un’altra persona compiere la stessa azione.La scoperta è interessante per quanto curiosa.Questi neuroni a specchio, ci permetterebbero di “metterci nei panni degli altri” ponendoci nella condizione non solo di simulare azioni ma anche le emozioni altrui.Vittorio Gallese precisa che i neuroni a specchio «regolano anche la percezione estetica delle opere d’arte. Emozioni per un gesto artistico o rabbrividire ascoltando un brano di musica sono probabilmente frutto del meccanismo di simulazione».Con l’aiuto di software per il riconoscimento delle emozioni elaborato dall’università di Amsterdam, si è stabilito che il sorriso della Gioconda, esprime per l’83% felicità o gioia, per il 9% altezzosità, per il 6% paura, per il 2% collera.E’ una ipotesi suggestiva pensare che con l’uso di un computer si possano decifrare le espressioni di un dipinto, le emozioni dalle espressioni di un viso in fotografia.La causa dell’amore sarebbe una molecola denominata Ngf (Nerve Growth Factor) è frutto di uno studio del Dottor Enzo Emanuele e la sua equipe dell’università di Pavia.Questa sostanza sarebbe presente in quantità doppia negli innamorati da meno di sei mesi rispetto a quanti si amano da più tempo o sono single. In realtà, la chimica condiziona lo scatenarsi dell’amore ma, nel giro di qualche anno, quello sconvolgimento ormonale va scemando.Nella fase di picco amoroso, vengono coinvolti tutti i sensi: le pupille si dilatano, l’adrenalina ed il battito cardiaco aumentano, la sudorazione è abbondante, si producono: serotonina 1, dopamina, vasopressina e l’ossitocina 2.Ma allora i sentimenti sono frutto della chimica? Insomma, sono frutto di sterili, anche se efficaci, reazioni di molecole? «Non siamo noi a scoprire che alla base dei sentimenti umani ci sono reazioni biochimiche. Questo non toglie assolutamente valore ai sentimenti» ci assicura Pierluigi Politi responsabile del Cirmc dell’università di Pavia.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui