Mentre Berlusconi veniva divelto dalla sua poltrona e, contemporaneamente, Provengano acciuffato in casa sua, bistrattati dai connazionali in Italia, corteggiati da un ministro che ha avallato candidature impresentabili, gli italiani all’estero hanno fatto sentire la propria voce in queste politiche 2006. Le «…figure meschine in Europa e nel mondo per colpa di Berlusconi» scrive Giacomo, italiano di Londra, «hanno procurato non poco imbarazzo e vergogna». Quello che Umberto Eco ha definito, con lucido distacco, “una pacca sulle spalle” di comprensione e solidarietà cordialmente “subita” da parte dei suoi omologhi stranieri.Nelle urne delle 896 sezioni elettorali estere, gli italiani hanno introdotto indifferenza e dispetto per un centrodestra che li ha pedinati con piaggeria interessata senza che a questa abbia fatto seguito la vicinanza che perora ed assicura. Di contro, in quelle stesse urne, hanno spedito una cartolina di “abbracci affettuosi” a quel centrosinistra che ha mostrato di esserci, con la qualità degli uomini proposti, con un progetto fattivo, la serietà dell’impegno e la presenza del soccorso. Uomini del calibro di Franco Danieli, per esempio, saranno una garanzia per gli interessi degli italiani all’estero, specie se in veste di ministri. Il grande sconfitto è Mirko Tremaglia e con lui tutta la Cdl. A fronte di 36 candidati spalmati nelle quattro circoscrizioni: Europa; America del Nord e del Centro; America del Sud; Asia, Africa, Oceania ed Antartide, ha portato a casa un solo risultato, tale Giuseppe Angeli, imprenditore. Tutto il resto è disfatta. Forza Italia ha raccolto esattamente ciò che ha seminato. Il Signor Massimo Romagnoli alla Camera. Definire Romagnoli «unfit», con rispetto parlando ed in un’enfasi di eleganza, vorrebbe dire apprezzarne l’incapacità irrimediabilmente conclamata, con lui, Pitti e Ferrigno, Rebuzzi per il Senato. Questo è il magro “bottino” che Forza Italia porta a casa. Ma il peso rilevante, ai fini delle elezioni in patria, gli italiani all’estero l’hanno dato al Senato aggiudicando quattro senatori su sei al centrosinistra, senza contare dell’ormai famosissimo Luigi Pallaro, imprenditore italo-argentino il quale ha assicurato il suo appoggio a chiunque avrebbe vinto. E’ lui, forse, l’unico esempio di italiano profeta in patria anche vivendo all’estero.

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