Riccardo Minardo deputato di Forza Italia uno che, per il passato, si è occupato di italiani all’estero

Lei si è occupato per lungo tempo degli italiani all’estero, con che carica e cosa ha fatto?

Nella legislatura che va dal ’96 al 2001, sono stato responsabile degli italiani nel mondo per Forza Italia. Nella passata legislatura, sono stato presidente del Comitato degli italiani all’estero al Senato della Repubblica. Ho avuto modo di conoscere la realtà italiana all’estero ed ho potuto vedere come i nostri concittadini siano riusciti, comunque, ad integrarsi bene sul territorio. Molti di questi, addirittura, sono diventati degli uomini importanti all’estero.

Conosce molto bene la realtà americana.

Sì perché ci vado spesso anche 3, 4 volte all’anno. Conosco molto bene le realtà di New York, Brooklyn New Jersey, Filadelfia, Chicago, Canada, sono stato a Toronto, a Montreal, Vancouver.

Gli italiani all’estero non sono granché presi in considerazione, come i loro rappresentanti, avrà letto l’articolo di libero contro di loro.

Per quanto mi riguarda, i connazionali all’estero, devono essere tenuti nella giusta considerazione, in fondo, l’emigrazione si è avuta per le difficoltà economiche del nostro paese. Gli italiani all’estero, sono i veri ambasciatori del nostro paese. Ognuno di loro rappresenta l’Italia. So per certo che essi portano nel cuore la loro terra d’origine allo stesso modo con cui ognuno pensa alla propria mamma.

Secondo lei i lavori parlamentari degli eletti all’estero, stanno mantenendo le aspettative oppure la loro attività è deludente?

Non c’è dubbio che nelle aspettative dei colleghi parlamentari che vengono dall’estero, la realtà non è sembrata di facile approccio. Si sono dovuti render conto che, in Parlamento, non si può fare più di tanto. E’ difficile conquistare e vincere delle battaglie per le istanze degli italiani in Italia, figuriamoci per quelli fuori confine. In ogni caso, essi sono una realtà, aspettiamo ancora un po’ di tempo, è troppo presto per poter fare bilanci.
Sono convinto che essi sono e rimangono un punto di riferimento degli italiani all’estero, comunque sia. Fanno da collante con le istituzioni.

Questo indipendentemente dai colori politici?

Dovrebbe essere così. Infatti, la mia paura, quando andavo all’estero era quella che, a causa della legge elettorale nuova e complicata, essi si potessero spaccare. Poi, di fatto, così è stato. Il tentativo di stare tutti uniti è fallito.
Questa legge, chiunque l’abbia fatta, ha spaccato l’unità dei nostri connazionali all’estero. Occorreva una lista unitaria.


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