Vice ministro Danieli, Rai International sta per cambiare volto, gli italiani all’estero sono ansiosi delle novità, era ora.

Nel corso degli anni, si erano accumulati problemi, elementi di sofferenza che le comunità italiane hanno via via segnalato e puntualmente annoverate nei rapporti annuali che il Ministero del Esteri è tenuto ad elaborare.

Si trattava di dare una spinta, di passare ad un prodotto migliore. Questo è il tema principe.

Già nel luglio scorso avemmo un incontro ufficiale cui partecipò il ministro Gentiloni, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Levi. In quella occasione, Levi fu chiarissimo nel sottolineare che, se Rai International, non avesse presentato un progetto valido di riqualificazione radicale, non avrebbe rinnovato la convenzione.

Successivamente ho avuto degli incontri molto positivi con i consiglieri Cda Rai che, attualmente, stanno riflettendo sul posizionamento internazionale della Rai nel suo complesso, di tutto l’universo Rai e quindi anche di Rai International.

Cosa è emerso da questi incontri?

E’ emerso, per esempio, che esistono circa 22, 25 strutture, non si sa addirittura quante, che si occupano di internazionalizzazione.

Si comprende, quindi, anche la necessità di arrivare ad una razionalizzazione e, questo gruppo Rai se lo è proposto.

Il lavoro prosegue, con Badaloni, nell’incontro di lavoro appena concluso. Abbiamo affrontato soprattutto la parte che riguarda l’intero processo di riconversione e cioè, Rai International. Abbiamo coinvolto dirigenti di altissimo livello che si occupano di italiani nel mondo e della promozione culturale connessi direttamente con gli interessi di Rai International per raggiungere, con loro, le auspicate sinergie.

Il senatore Micheloni, ha una particolare competenza perché è membro del consiglio parlamentare del comitato di controllo sulla Rai.

Poi, ciascun parlamentare eletto all’estero, avendo una conoscenza dettagliata delle realtà locali all’estero, saranno di valido aiuto con proposte e suggerimenti che il Direttore Badaloni non vede l’ora di poter acquisire. Abbiamo parlato di digitale ecc.

Dunque, direttore Badaloni, siamo ai nastri di partenza per la nuova Rai International, ha preso le misure?

Aspettavo questo incontro e lo aspettavo con grande entusiasmo. Anzi, mi auguro che questo incontro diventi periodico e cioè che venga organizzato sistematicamente ogni mese.

C’è stato un primo tentativo alla vigilia di Natale ma, in realtà, ero arrivato da appena 10 giorni alla direzione di Rai I. e, quindi, poteva essere anche prematuro, poi c’è stato di mezzo il Natale, il capodanno. Ci siamo ritrovati ad avere questa opportunità solo adesso però.

Per me era importante fare questo incontro preliminare, infatti ho ringraziato per la sollecitudine e la disponibilità perchè ci tenevo a tenerlo prima della presentazione del piano editoriale. Ci tenevo perché è stata una opportunità per esporre, con tutti i partecipanti eletti all’estero, come ci stiamo muovendo, e su quale strategia organizzativa stiamo adottando.

Cosa ha relazionato ai presenti in particolar modo?

Dal 1° marzo, il telegiornale cambierà veste e taglio, con stretta collaborazione con Sestante che è la nostra rubrica di approfondimento settimanale.

Ho presentato la squadra che lavorerà con me ai massimi suoi livelli. Ho presentato Piero Di Pasquale, vice direttore per l’informazione televisiva sia di news che di approfondimento. Ringrazio Piero di aver accettato l’incarico perché è considerato uno dei professionisti di maggior spicco di tutta la Rai. Presenza preziosa proveniente da Rai News con la quale intendiamo essere in sinergia molto stretta nel senso che sarà una delle fonti principali di informazione che si inserirà nel nostro telegiornale.

Maurizio Bertucci, vice direttore che è il corrispettivo di Piero nel campo della radiofonia. Abbiamo lavorato insieme quando io ero davanti e lui dietro le telecamere, era lui l’artefice, all’epoca, della costruzione del telegiornale, oggi ci ritroviamo.

Franco Porcarelli, responsabile dei programmi non giornalistici pur essendo un giornalista nonché responsabile del palinsesto. Anche per quanto riguarda Franco, si tratta di un ritorno perché, dopo 20 anni, ci ritroviamo a lavorare insieme. Con questi compagni di strada opereremo, della loro collaborazione sono molto orgoglioso.

Anche il sito di Rai I. diverrà strategico per l’informazione come canale di collegamento delle comunità italiane all’estero, strategico anche come raccolta, input di suggerimenti e, perché no, di filmati. Il sito avrà una funzione fondamentale.

Davanti alla sede di Rai I., potremmo mettere un cartello con la scritta: “lavori in corso” che, a partire dal 1° febbraio avranno un primo riscontro, a partire dal 1° marzo, ne avranno un altro, a partire dal 2 aprile, non dal primo, ne avranno un altro ancora. Tutto questo con l’obiettivo, da parte nostra, di attivare e completare la fase di ristrutturazione di Rai I.

Completamento entro quando?

Entro il 21 giugno, data del solstizio d’estate, del cambio di stagione ed anche festa della musica.

Il primo problema con cui abbiamo dovuto fare i conti, è stato il budget impegnato sino a questa data, 21 giugno. Budget bloccato e che stiamo cercando di sbloccare. Stiamo cercando di anticipare i tempi dei nuovi programmi. I primi risultati si vedranno a partire dal primo febbraio. Il palinsesto subirà i primi profondi rinnovamenti nei programmi, nella loro scelta e nella loro direzione.

Ci è sembrato singolare, per esempio, che, precedentemente, fossero presenti alcuni programmi e, ci è sembrato altrettanto singolare che molti altri non fossero presenti.

Questa impressione ha trovato conferma nel quadro generale del gradimento da parte del pubblico di Rai I. che è negativo.

Gli italiani all’estero ed anche quelli in italia tengono all’informazione di ritorno.

Non trascureremo l’informazione di ritorno. Dalla informazione di ritorno non si può prescindere.

Essa passa necessariamente attraverso i canali di Rai uno, due e tre, nonché attraverso la terza rete regionale.

E’ come se fossi entrato in una casa piena di un grande disordine. Ci dobbiamo occupare di razionalizzare l’utilizzo delle risorse e questo significa rimotivare persone demotivate, significa anche scoprire una per una le personalità dei vari giornalisti. Apprezzare le loro capacità e consentire a tali professionalità, di esprimersi al meglio.

Proprio in questo è consistito una buona parte del mio lavoro in questi ultimi mesi, lavoro che si concluderà domani con la presentazione del piano editoriale. Se si considera che il nostro lavoro deve tenere conto dei più svariati fusi orari, ecco che il lavoro notturno diviene fondamentale. Tanto è vero che Maurizio Bertucci sta prefigurando, con partenza 1° marzo, un nuovo contenitore informativo di un’ora e mezza che partirà dalle 5,30 ed arriverà sino alle 7.00 con la nuova redazione pronta a partire ma questo è solo un esempio.

Sportello Italia?

Sportello Italia dovrà essere quello che non è mai stato: una trasmissione di servizio per aiutare gli italiani all’estero per risolvere i loro problemi nel rapporto con l’Italia e, questa, è certamente anche informazione di ritorno. Sportello Italia come l’Araba Fenice, deve morire per rinascere.

Stiamo mettendo in piedi una trasmissione che si chiamerà Next che già esiste e che è di Piero Di Pasquale che già realizzava su Rai news e che verrà fatta in coproduzione da Rai news e Rai I.

Accanto a questo ci sarà il settimanale dedicato alla politica internazionale che si chiamerà Italia news, così come si chiama Italia news il radiogiornale perché noi non facciamo nessuna differenza tra la radio e la televisione, lavoriamo in sinergia ed Italia news ruoterà intorno a quattro ore cardine: sei, dodici, diciotto, ventiquattro. All’interno di queste quattro ore cardine verrà rimodulato il palinsesto radiofonico e televisivo per dare certezza al palinsesto come ci chiedono. Appuntamenti fissi che potranno anche aumentare con altri flash ogni tre ore tra le sei e le dodici, tra le 12 e le diciotto, tra le diciotto e le ventiquattro e tra le ventiquattro e le sei. Qui partiremo soprattutto dalla radio ma poi lo faremo anche sulla televisione e lo faremo in sinergia con Rai news, tg uno, due e tre, con il canale della Camera, con quello del Senato ed Euro news. Questi ultimi sono i nostri fornitori di news. In più, se permettete, la redazione giornalistica di Rai I. che darà quella informazione che io chiamo “il valore aggiunto” che spesso manca nei telegiornali generalisti e che noi dobbiamo aggiungere come informazione a quello che ci forniscono.

Rai news, tg uno, due, tre, sul piano informativo. Sul piano informativo, Rai I. avrà Italia world che sarà il contenitore degli eventi perché noi pensiamo che, almeno una volta al mese, ci sia un evento che valga talmente tanto da sconvolgere il palinsesto come, per esempio l’anniversario dei Trattati di Roma oppure un anniversario autorevole.

Per quanto riguarda l’informazione di ritorno c’è anche il racconto del lavoro degli italiani nel mondo.

Noi intendiamo anche e soprattutto quelli che sono in prima linea, i militari, i cooperanti, i missionari, gli imprenditori, gli artisti, gli italiani che hanno avuto successo nel mondo.

In questo modo avremo la possibilità di mostrare il sistema Italia al mondo raccontandone le peculiarità.

A proposito del gradimento, che situazione ha trovato, e soprattutto quali umori da parte dei fruitori del servizio?

Abbiamo fatto una sintesi racchiusa in tre cartelle per tutte le aree coperte dal servizio Rai I. Il giudizio è unanime nel definire i programmi e informazione, scadenti e dico poco. Si chiede più informazione, più rassegna stampa italiana.

Uno per tutti l’esempio delle Americhe: programmi inadatti, no alla cultura non italiana, no alla rassegna stampa locale, sì a quella nazionale, no ai programmi dei giochi, no ai reality, no alle telenovelas. Lamentele si sono avute persino per la pronuncia errata dell’inglese. Sono graditi i Tg, Porta a Porta, Ballarò. Vogliono e chiedono, cioè, praticamente par condicio d’opinione. Sì al commissario Montalbano, al commissario Rocca, sì a linea verde e linea blu, più cinema, più sottotitoli.

In Asia si lamentano, oltre che per tutto questo, per i palinsesti sconosciuti dovuti alla scorrettezza dei nostri distributori locali perché, su internet, la programmazione c’è; mancano i sottotitoli, i programmi vengono definiti desueti, si lamentano delle eccessive repliche. Si chiede più attualità, più programmi per i giovani, più cinema italiano.

Anche l’Europa ha da lamentarsi se si pensa allo sport criptato, vengono anche lì richieste più informazione e talk d’attualità, programmi per i giovani. Insomma, il giudizio è unanime e molto simile in ognuno dei paesi raggiunti dal segnale di Rai I.

Ci siamo riproposti di ricorrere, oltre che ai programmi di Rai uno, due e tre, anche a quelli di Raisat e di Rai International perché lì, in quel bacino, guarda caso, c’è la migliore qualità di programmi introdotta attualmente dalla Rai.

Il Senatore Randazzo è ottimista e soddisfatto al punto di dire che se solo il 30% del programma verrà realizzato, date le esigue risorse, sarà un grande successo.

Queste in breve solo una parte del lavoro che è emerso dall’incontro di lavoro col vice ministro Danieli ed i senatori e deputati eletti all’estero. Molte altre iniziative ancora che non ho menzionato, assortiscono un impegno che ci siamo assunti e che è molto impegnativo.

Abbiamo pensato recuperare, per esempio, la testata Quirai, abbandonata negli anni novanta. Intendiamo ridargli vita perché era una iniziativa positiva, avremmo pensato di proporre anche un nuovo logo per esempio RaiItaliaworld.

Terremo in considerazione ogni suggerimento utile proveniente da quanti sono addetti ai lavori o provengono dalle aree in cui Rai I. è richiesta e ciò al fine di porre in essere un servizio che risponda alle richieste, ai gusti ed alle esigenze dello spettatore odierno e che sia in linea con il nostro piano editoriale.

Rai I. deve essere considerato un imbuto. Conterrà programmi sulla lingua italiana e rubriche di scienze a partire dal 1° aprile, dal 1° marzo inizieremo con l’informazione ecc. Andremo avanti sino al 21 giugno con le risorse che abbiamo pianificato, andremo ulteriormente avanti anche dopo il 21 giugno con le risorse che avremo.

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