Trenta milioni di euro per una formazione inutile

Sono stati stanziati trenta milioni di euro e lo ha sancito la gazzetta ufficiale del primo agosto. Si tratta di denaro destinato alla formazione professionale per i cittadini italiani all’estero fuori dell’Europa. E’ uno scandalo in tempi in cui si parla di sprechi di denaro pubblico e di costi della politica. Le incongruenze sono diverse e gravi. In primo luogo, i destinatari del beneficio sono soggetti dai 18 ai 65 anni. Qualcuno può spiegare a che serve formare sessantenni? In secondo luogo, si stanziano 900.000€ per l’Algeria dove sono presenti 442 italiani che non hanno certo bisogno di essere formati. Infatti, per l’80% sono professionisti o laureati, il rimanente 20% imprenditori. A cosa servono dunque questi soldi? A formare cammelli forse? Oppure servono a qualche furbetto di tutro?
Stesso discorso vale per l’Eritrea e per le Filippine. Senza contare che si elargiscono 5 milioni di euro alla Svizzera che è la nazione che spende più denaro di tutte le altrein formazione. La comunità italiana negli USA è stata letteralmente ignorata, eppure è una delle comunità più numerose al mondo.
Quindi, a questo punto, mi chiedo: perché i soldi del contribuente italiano debbono fare questa fine? Con trenta milioni di euro si potevano comprare i libri di scuola a centomila bambini bisognosi in Italia delle elementari elementari.

On. Salvatore Ferrigno

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