Intervista all’on. Mirko Tremaglia

L’on. Germanà, ha affermato, in una intervista rilasciatami, che gli italiani all’estero per votare, dovrebbero avere interessi fiscali in Italia

Mi pare che sia un discorso che si ripete ogni tanto. Direi che è una stancata il rispondere.

Perché?

Ma perché se uno dice che quelli che non pagano le tasse non hanno diritto di votare, se fosse vera questa tesi, tutti gli evasori fiscali non dovrebbero votare. Tutti quelli che hanno evaso e non pagano le tasse oppure sono inadempienti, quelli che non fanno il loro dovere di cittadini, non dovrebbero votare. Come non dovrebbero votare tutti quelli che non hanno un reddito. Se è assoluto che chi non paga le tasse non vota, i disoccupati non devono votare, i barboni neanche.

Per gli italiani all’estero, c’è stata più di una voce autorevole che ha sempre sostenuto questo assunto

Per quanto riguarda gli italiani all’estero, ogni tanto, si riprende questa storia. Ma gli italiani all’estero danno tanti soldi all’Italia questo è il punto. Quando dico che c’è un sistema Italia all’estero intendo dire che è basato su è tre quattro milioni di cittadini italiani all’estero. Vi sono addirittura 60 milioni di cittadini di origine italiana nel mondo. Una grande risorsa. 64 milioni di persone significa consumo di prodotti italiani a partire dai prodotti alimentari, abbigliamento, automobili. Questo vuol dire una grande ricchezza soprattutto per l’Italia. Senza contare quelli che hanno fabbriche, che comprerebbero macchinari italiani per le proprie aziende. Tutto questo è un indotto che supera i 200.000.000 miliardi di vecchie lire. E questo è stato scritto e strascritto. Abbiamo oggi questi 12 deputati e 6 senatori eletti nella circoscrizione esteri perché c’è stato qualcuno come il sottoscritto che ha cambiato due volte la Costituzione. Questi parlamentari sono persone che lavorano che danno incremento. Ho pensato anche a forme di solidarietà e di altruismo.

In che senso? Faccia degli esempi

Quando ero ministro, proposi ad alcuni responsabili dell’Alitalia, forme di sconto per i viaggi degli italiani all’estero. Con una tessera firmata dal Ministro degli italiani nel mondo e quella del Console locale si potevano concedere agevolazioni economiche sul prezzo dei biglietti. In termini economici, significava avere milioni e milioni di clienti in più. Oggi, si chiudono invece le rotte aeree per l’Australia, per il Sud Africa, per Los Angeles ecc. Così non si fa altro che sciupare delle grandi occasioni: da un lato offrire la possibilità di viaggiare più spesso agli italiani residenti all’estero, dall’altra acquisire maggiori viaggiatori. La proposta avrebbe previsto, una volta giunti in Italia, ulteriori sconti per alberghi, ferrovie e via discorrendo.

Il sistema Italia allora, in che cosa consiste? E’ fermo immobile?

Abbiamo 126 Comitati degli italiani all’estero, i Comites; abbiamo il Consiglio Generale degli italiani all’estero che è il CGIE; abbiamo 71 camere di commercio italiane all’estero; abbiamo 48 ospedali italiani nel mondo; abbiamo 390 testate giornalistiche; abbiamo 6 quotidiani. Insomma tutto questo fa Italia. Fa gli italiani che vivono, che consumano, che vengono in Italia. Sono gli italiani che sono nel commercio. Ho tenuto dei convegni per dimostrare cosa vuol dire la presenza italiana nel mondo. In un primo momento siamo stati trattati molto male, lo chieda a quegli emigranti di prima generazione. Ma poi il genio e le nostre capacità, ci hanno fatto eccellere. Abbiamo costruito le strade, gli ospedali, siamo stati eccezionali. Abbiamo fatto cose egregie. Abbiamo scienziati e ricercatori sparsi per il mondo. Ho costituito la Confederazione degli imprenditori nel mondo, che è un impero economico. Guardando i 32 imprenditori del consiglio direttivo, esprimono un fatturato di otto miliardi di euro. Cosa mi venite a dire? Questa è una grande eccezionale ricchezza. Da che erano trattati male, sono stati così prestigiosi, così bravi, da entrare negli uffici pubblici, nelle assemblee pubbliche, sono arrivati addirittura nei parlamenti in ogni parte del mondo. Abbiamo qualcosa come 395 parlamentari di origine italiana all’estero, e mi si dice che non pagano le tasse? Tre anni fa, il Presidente dell’Uruguay, quando siamo andati in Parlamento, ha iniziato il suo discorso dicendo: «La nostra madre Patria l’Italia». Ma che cosa volete di più ? Mi raccontate la storia che non devono votare perché non pagano la tasse in Italia. Questi, invece, ci arricchiscono. Ci sono 61.800 ristoranti italiani con un fatturato annuo di più di 27 miliardi. Un miliardo circa di clienti ogni anno in tutte le parti del mondo. Poi c’è Rai International. Abbiamo 123 ambasciate; 110 Consolati; 93 Istituti Italiani di Cultura; 104 unità ICE; 25 uffici Enit; 400-500 Comitati della Dante Alighieri. Non raccontatemi più queste cose delle tasse quando c’è un popolo, addirittura una Nazione che abbiamo nel mondo con queste grandiose capacità anche di carattere economico. Per quello che hanno dei diritti. Per quello che io insisto adesso, dopo aver ottenuto il voto. Insisto per far fare la politica degli italiani all’estero attraverso l’istituzione di una Commissione bicamerale Camera e Senato. La bicamerale potrebbe dare la possibilità agli eletti all’estero di lavorare all’unisono. Prendere contatti, per esempio, con i 395 parlamentari di origine italiana all’Estero in modo che tutti possano vederli all’opera ed avere la prova di che cosa conta l’Italia nel mondo. E’ una cosa impressionante che, per quanto mi riguarda, mi ha veramente commosso. Ecco perché, non in modo retorico, il mio ringraziamento va, dal profondo del cuore, agli italiani nel mondo.

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