di Ro Pucci

USA: LA POLITICA ITALIANA VISTA DALL’ AMERICA

NO, GRAZIE!
Lettera di risposta di un italoamericano a Walter Veltroni

HOUSTON, TEXAS – 7 OTTOBRE 2007

Egregio Mr. Veltroni,

Prendendo atto della sua manifestazione di buona volontà e del desiderio di rinnovamento della sinistra con la creazione del Partito Democratico del quale Lei si prepara a diventare il leader in chi scrive, e certamente in tutti quelli che come me seguono da lontano le vicissitudini politiche italiane, rimane solo un grande ed importante interrogativo a cui ora potrebbe rispondere: si tratterà ancora una volta di un cambio d’etichetta e del solito rinnovo di facciata?
L’ondata di protesta popolare che ultimamente si sta sviluppando in tutt’Italia e che è guidata con successo da Beppe Grillo sta a dimostrare, nel caso che ce ne fosse ancora bisogno, che non solo gli Italiani non ne possono più di certa politica e di buona parte dei politici ma che sono proprio i militanti dei partiti della coalizione al governo ad essere delusi e sfiduciati nei confronti di chi adesso li amministra.
Le cariche istituzionali messe sotto accusa non solo mostrano di rivolgere alla protesta della piazza un orecchio da mercante, ma cercano persino di mettere a tacere quelli, che come alcuni rappresentanti della magistratura si sforzano d’andare fino in fondo nell’esercizio onesto del proprio dovere.
Persino importanti giornalisti, non certo degli ambienti di destra come Santoro e Floris, sono minacciati di ritorsioni e di sanzioni e, nel frattempo, i noti personaggi hanno l’ardire di presentarsi qui in America alle parate del Columbus Day, prima che quanto è loro addebitato sia completamente chiarito, e come se gli Italoamericani fossero una massa d’imbecilli, all’oscuro di tutto e che ignorano, quindi, quanto si verifica e fa scalpore dall’altro lato dell’Atlantico.
Mr. Veltroni, visto che nessuno di quelli che sono stati messi alla berlina si decide a negare quanto è loro attribuito e visto che tanto meno a questi medesimi viene neppure in mente di fare il passo richiesto da tutti e di dimettersi, abbia finalmente la bontà di lasciarci stare e faccia le sue promesse di rinnovamento a qualcuno che forse in un’altra galassia, molto lontana dalla nostra, le possa forse credere.
La sua offerta, fatta agli Italiani fuori dell’Italia andrebbe fatta piuttosto ed , ammettendo che ne esistessero, agli Italiani fuori dal mondo. Quelli all’estero sono stanchi ormai d’essere trattati ancora una volta come utili idioti e d’essere ricordati solo quando serve. Se l’offerta fatta loro, poi, proviene da chi lavora a contatto di gomito con un premier e con ministri che minacciano addirittura d’imbavagliare la libertà d’espressione, la RAI, e quei pochi giornalisti e magistrati che non fanno parte del sistema e che hanno il coraggio d’andare a tirare fuori gli scheletri occultati dentro gli armadi allora, a queste condizioni, l’unica cosa che le si può rispondere e’ solo quella di non perdere il suo tempo con altre promesse ed a sua volta di non farcelo perdere. E’ probabile che le sfugga il particolare, che non è certamente di secondaria importanza, che durante il periodo elettorale ricevemmo già tante promesse ed assicurazioni da chi ora è stato eletto ed e’ al governo e non abbiamo bisogno, quindi, ne’ di un’altra presa per i fondelli ne’ di una “poltrone pulite” che non serva proprio a nulla cosi come, e lo dimostra lo sfacelo di oggi, non servi a nulla a suo tempo “mani pulite”.
C’e’ un solo rinnovamento che è autentico e possibile ma, dubito che si riesca a farlo: mandare a casa tutti quei politici che hanno saccheggiato fino ad ora l’Italia sostituendoli con elementi nuovi, che non hanno mai fatto parlare dei loro misfatti e che siano quindi ben accetti a tutti gli Italiani e specialmente credibili.
Naturalmente Lei potrà rispondere che chi oggi si trova al Parlamento è gradito al popolo italiano e che è stato regolarmente eletto, ma mi sembra altrettanto evidente che questi stessi parlamentari, nel frattempo, sono stati messi alla prova ed avendo deluso e perso il favore di prima, adesso dovrebbero rimettersi in discussione e sottoporsi nuovamente al responso delle schede. E’ questo, in effetti, ciò che conta molto di più della creazione di una nuova denominazione politica e, se gli uomini che ad essa appartengono volessero sottrarsi ad una necessaria tornata elettorale, ciò equivarrebbe certamente ad un’ammissione di colpa ed ad un riconoscimento che Beppe Grillo non ha forse tutti i torti a protestare, avendo identificato con realismo ed acutezza dove sta in Italia, effettivamente, la vera fonte dei problemi.

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