di RO PUCCI

USA: ANALISI POLITICA

LA SIGNORA CLINTON RINGRAZIA

Bill avrà l’incarico di restauratore della popolarità americana all’estero

HOUSTON, TEXAS – Chiunque dovesse ancora pensare che il nepotismo è un difettuccio tipico della classe politica italiana farebbe bene a ricredersi ed a ricordare il noto detto secondo il quale “tutto il mondo è paese”. Se il prossimo anno, la Senatrice Clinton fosse eletta presidente, infatti, la candidata di punta della formazione democratica si disobbligherebbe col marito, che la sta promuovendo con dedizione assoluta, affidandogli l’incarico di far riprendere quota alle azioni della popolarità americana all’estero, danneggiate dall’attuale amministrazione repubblicana del Presidente Bush e dalla sua guerra irachena.

Questo è quanto ha affermato in una sua visita recente nel Regno Unito l’ex presidente degli Stati Uniti, facendo un’analisi impietosa del disastro verificatosi nei rapporti internazionali americani che ha finito per intaccare la fiducia di molti paesi nei confronti dell’America e mettendo anche a serio rischio il suo ruolo di leader del mondo occidentale.

Bill Clinton ha chiarito ai giornalisti britannici che, nel caso in cui Hillary fosse eletta, la prima presidentessa avrebbe già pronti per lui importanti incarichi diplomatici in linea col suo ruolo, veramente inedito, di “primo marito” d’America.

Si tratterebbe, ha chiarito Clinton, di riuscire a far capire al mondo che gli Americani sono ancora pronti a riprendere i loro rapporti d’affari e di cooperazione con nazioni che ora non si fidano e, questa dichiarazione programmatica è sembrata proprio calibrata per far convergere su Hillary tanto le simpatie esterne quanto per tranquillizzare gli importanti operatori economici americani allarmati da un possibile cambiamento di rotta a seguito di un’eventuale affermazione elettorale democratica.

L’ex presidente ha spiegato ai rappresentanti dei media che l’apertura del dialogo di questi giorni fra le due Coree sta a dimostrare che una riconciliazione tra potenze una volta nemiche è sempre possibile e che gli Stati Uniti, il prossimo anno, dovranno voltare pagina con l’elezione alle presidenziali di Hillary concludendo la guerra in Iraq, curandosi finalmente dei gravi problemi causati al pianeta dall’inquinamento e tenendo una politica diversa anche nel campo della proliferazione nucleare che sta costituendo il vero motivo del contendere specialmente tra USA ed Iran.

“…dopo l’undici settembre eravamo riusciti ad avere dal mondo ancora più sostegno di quanto non l’avessimo mai avuto, per quanto si possa ricordare in tempi recenti…” ha dichiarato Clinton, prima che si verificasse “l’incredibile capovolgimento” causato dalla guerra di Bush in Iraq. Per questo adesso l’augusto consorte della lanciatissima senatrice dello Stato di New York, si dichiara pronto ed impaziente ad intraprendere la sua nuova missione d’ambasciatore e restauratore dei rapporti d’amicizia americani con il resto del mondo sapendo che l’incarico è già pronto ed e’ stato confezionato appositamente per lui come un vestito su misura preparato da un buon sarto.

E’ evidente che le esternazioni fatte recentemente da Bill alla TV sulle grandi doti e la grand’esperienza di Hillary sono state certamente bene accette. La signora ha gradito certamente l’appoggio del marito ed ora si disobbliga con la promessa di un nuovo ed importante incarico che non tiene conto, pero’, di un piccolo particolare che è invece proprio importantissimo. Tanto Hillary che Bill Clinton farebbero forse meglio a tenere presente che non e’ prudente e neppure consigliabile fare piani con molte incognite per un periodo di cosi lungo termine. Secondo un saggio e noto proverbio, infatti, non si dovrebbe mai vendere la pelle dell’orso prima d’essere andati a caccia, avere cacciato l’orso e d’essersi quindi procurata la sua pelle.

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