COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione dell’On. Michaela Biancofiore
Commissione Affari costituzionali

Burqa, Biancofiore: una prigione mobile ripudiata in Italia.
Sono questi i diritti che tutela la Bindi nel PD?

Il tema è complicato, ma si riassume in poche righe: paese che vai usanza che trovi. Ergo, indossare il burqa in Italia è reato, e chiunque si copra il volto viola esplicite norme sulla sicurezza e sul riconoscimento delle persone in luoghi pubblici. A ciò si aggiunge un discorso più complesso sulla rispettabilità. Se il velo che copre i capelli resta una scelta personale, e rappresenta un aspetto della fede islamica – così come il turbante dei sikh, la croce dei cristiani e la stella di Davide per gli ebrei – il burqa è una prigione mobile, la forma di fede più estremista, che offende la dignità della donna. Dobbiamo debellare la cultura di corrosione delle nostre libertà. Ed il Ministro Bindi, che ha più volte gridato all’integrazione, dovrebbe sapere che legittimare queste scelte radicali, come difendere chi indossa il burqa nel nostro paese, non va soltanto contro la libera espressione di un individuo, ma mette a rischio la solidità della nostra sicurezza nazionale. Si pensava che la sua candidatura alla leadership del PD avrebbe garantito una maggiore tutela dei diritti delle donne, ma questa uscita va svilirne la dignità. E’ bene che i suoi potenziali elettori conoscano i principi ispiratori della Signora Ministra.

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