Ferrigno (FI): “Fra Mastella e Di Pietro, l'Italia è ferma”

“In un Paese normale un ministro della Giustizia come Di Pietro, assetato di giustizialismo e demagogia, non lo vuole nessuno. E infatti l'Unione non lo ha voluto”. Le parole di Fabris, capogruppo dell'Udeur alla Camera, scoprono gli scheletri nell'armadio della coalizione di centrosinistra.

Potrebbero anche essere condivisibili, se non ci fosse dall'altro lato della barricata il silenzio assordante denunciato dal pm De Magistris, allontanato dall'indagine “Why Not”. L'opinione pubblica si divide equamente tra dipietristi e mastelliani, in quest'opera buffa che il governo con i suoi ministri sta mettendo in scena da qualche settimana.

L'incompatibilità tra i due personaggi era comunque prevedibile: lo scanzonato e simpatico “faccendiere” campano, politicamente flessibile come canna al vento, nella stessa squadra con il rude accigliato inflessibile contadino abruzzese? Il teatro di Eduardo De Filippo non avrebbe saputo inventare macchiette più esilaranti.

Peccato che il Paese necessiti di serietà produttiva, non di gag televisive fini solo a se stesse. Dove sono finite le questioni irrisolte? TAV, sicurezza, riforma della giustizia, apertura di cantieri, opere pubbliche, infrastrutture, trasporti…

Lo spettacolo, ne siamo sicuri, continuerà, mentre l'Italia, purtroppo, è ferma.

Salvatore Ferrigno

Ufficio Stampa On.Salvatore Ferrigno
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