Rudd contro Howard

di Pietro Schirru

Il primo (e probabilmente ultimo) dibattito tra il Primo Ministro John Howard e il leader dell’Opposizione Kevin Rudd, in vista delle elezioni federali del 24 novembre, ha confermato in maniera netta e convincente quello che tutti i sondaggi già indicavano: Kevin Rudd ha le carte in regola per affermarsi, mentre l’attuale Primo Ministro ha dimostrato limiti comunicativi che vanno ben al di la’ delle promesse dell’ultimo momento: riduzione delle tasse sui redditi e una non meglio specificata “Reconciliation” con il popolo aborigeno.

Il leader laburista australiano Kevin Rudd

Nei novanta minuti del confronto si è avuto, per metterla in musica, un crescendo di Kevin Rudd in visibile contrasto con il calante di John Howard. Un sorriso sempre accattivante dal lato del leader laburista, e il suo interlocutore che con il passare dei minuti sembrava rimpicciolire, poco convinto anche lui di quanto andava esponendo. Tutti i commentatori hanno sottolineato che anche nelle ultime tre tornate elettorali federali, il “worm” (la reazione del pubblico nel corso dei dibattiti) aveva dato ragione ai leaders dell’opposizione: due volte Kim Beazley e una volta Mark Latham, poi sonoramente sconfitti dal conservatore Howard nella conta dei voti. Questi precedenti consigliano a Kevin Rudd di guardarsi dall'ottimismo sul risultato elettorale, poiché al termine, ha riaffermato il leader dell'opposizione laburista, le elezioni “si giocheranno sul filo di lana”. Staremo a vedere.

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