CORRISPONDENZA ESCLUSIVA DAGLI U.S.A.

UNA FINESTRA SUL PIANETA AMERICA

Incursione lampo della US Border Patrol allo stadio di San Diego

HOUSTON, TEXAS – Secondo un noto detto “piove sempre sul bagnato” ed e’ forse in base ad esso che, questa volta, per gli ispanici rifugiatisi allo stadio di San Diego, al fuoco degli incendi giganteschi dai quali cercavano riparo s’e’ aggiunto pure quello di un’incursione improvvisa della US Border Patrol, la Polizia di Frontiera americana, che piombata all’improvviso su di loro ha effettuato fermi di gente di tutte le età scoperta senza documenti e sospettata, quindi, d’essere immigrati illegali.
Gli agenti in divisa verde, erano arrivati a seguito di segnalazioni d’atti di sciacallaggio commessi nelle zone in fiamme e si erano precipitati allo stadio dove sono ospitati quelli che erano riusciti a sfuggire all’avanzare delle fiamme e, che in molti casi, avevano anche ridotto in cenere le proprie abitazioni ed i propri averi.
Era iniziata una distribuzione ai legittimi proprietari d’oggetti recuperati e sequestrati in alcuni casi agli sciacalli che imperversano nonostante il pericolo nelle zone devastate dagli incendi ma, ad un certo punto, il blitz era scattato di sospresa ed uomini, donne e bambini erano finiti nella rete tesa dagli agenti alla ricerca d’immigrati entrati irregolarmente negli Stati Uniti dal vicino Messico e da altri stati.
Alcuni bambini, mostrati poi anche dalle emittenti di lingua spagnola sono scoppiati a piangere a dirotto. Gli agenti avevano portato via i loro cugini che, diversamente da loro, non erano in regola e non possedevano ne’ il passaporto americano ne’ la tanto sospirata carta verde che s’ottiene con la concessione della residenza permanente.
Un portavoce della Border Patron ha fatto capire che tra i fermati ci sono sospettati di sciacallaggio e che questo è un problema che si cerca di stroncare con severità per non aggiungere altro caos e pericolo a quelli già creati dall’inferno di fuoco che avanza.
Si è trattato di una tragedia nella tragedia che, probabilmente, poteva essere evitata per non aggiungere nuove pene a chi come i rifugiati dello stadio ne ha subito già abbastanza. Il lavoro delle forze dell’ordine, pero’, non conosce soste e per evitare situazioni esplosive sono in arrivo militari che, su incarico del presidente Bush, questa volta dovranno dedicarsi a lottare un nemico diverso da quello solito ma non per questo da sottovalutare perché altrettanto pericoloso.
Da tutti gli stati ed anche dal Texas sono partite unità dei vigili del fuoco e volontari per aiutare nell’opera di spegnimento degli incendi che ora potrebbero indebolirsi per la mancanza del vento e per dedicarsi ai profughi che hanno già detto di non mancare di nulla nello stadio in cui sono ospitati.
Sarà proprio per questo motivo che la partita di football tra la squadra dei San Diego Chargers e quella nostra degli Houston Texans si dovrà tenere in Arizona, nello stadio dei Cardinals, dove si stanno già allenando i nostri avversari californiani.
Intanto da Washington, per gli ispanici illegali, è arrivata ancora una brutta notizia. E’ stato bocciato per uno scarto di pochissimi voti il progetto di legge “Dream Act”, la legge per coronare un sogno, che aveva interessato circa trecentonovantamila giovani ispanici giunti negli USA entro i sedici anni d’età e privi di residenza che, se avessero mantenuto altissimi e comunque allo stesso livello dei voti riportati alle superiori, i voti riportati al college, avrebbero potuto godere della concessione della residenza o anche della possibilità d’arruolarsi nelle forze armate americane con la concessione automatica della cittadinanza. Purtroppo anche quest’iniziativa, che si cerca ancora di mandare avanti, è stata bloccata ed adesso giovani di tante città a forte densità ispanica vedono davanti a sé lo spettro di dovere abbandonare genitori, parenti ed amici e d’essere deportati.
Si continua a sperare ancora e sono entrati in campo legali specializzati nella legislazione che regola l’immigrazione, ma ottenere il cambio di status non sarà ne’ una cosa facile ne’ tanto meno scontata.

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