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CNB: RIMOZIONE DEI TRE VICEPRESIDENTI, ESSERE LAICI LA LORO COLPA?

Intervento dell'on Donatella Poretti parlamentare radicale della Rosa nel Pugno, segretaria della Commissione Affari Sociali

Il ministro per Rapporti con il Parlamento ha risposto oggi ad un mio question time riguardo la rimozione da parte del Governo dei tre vicepresidenti del Comitato Nazionale di Bioetica – Cinzia Caporale, Elena Cattaneo e Luca Marini – su indicazione del presidente del CNB Francesco Paolo Casavola. Rispondendo ad una prima interrogazione sull'argomento, presentata dall'on Zanotti, la Presidenza del Consiglio aveva giustificato questa rimozione con il loro comportamento che avrebbe provocato “un ostacolo alla funzionalita' del collegio del Comitato”.
Ma ignoto rimane il motivo di questo loro ostacolo alla funzionalita'.
Altrettanto ignota e' la risposta alle contestazioni di tre membri del Comitato su alcune nomine di Casavola in dispregio di prassi e regolamento. Gilberto Corbellini, Demetrio Neri e Carlo Flamigni hanno contestato, per esempio, l'incarico al presidente del comitato “Scienza&Vita”, il professor Bruno Dellapiccola, nella commissione per rivedere le linee guida della legge sulla fecondazione assistita.
Il Governo non ha ancora notificato la rimozione dei tre vicepresidenti, ma venerdi’ prossimo si terra’ la plenaria del Comitato nell’assoluta illegalita’: tre vicepresidenti dimissionati a mezzo stampa e tre nuovi nominati con decreto mai notificato.
Oggi non si e' aggiunto nulla di nuovo, la risposta del ministro Chiti ha ripreso quella gia' data in Commissione. Non si e' voluto replicare all'accusa di una revoca politica e non dovuta a questioni di merito. Per il ministro le nomine del Comitato sono date sulla base delle competenze scientifiche e non sulle ideologie. Non posso che contraddirlo e cosi' ho fatto dichiarandomi insoddisfatta della sua risposta. E' bene ricordare che si tratta di un organo di consulenza su materie sensibili e importanti, dove le posizioni diverse sono la necessaria dialettica e ricchezza per i pareri che ivi vengono formulati. Il presidente Casavola prima della rimozione dei tre vicepresidenti li ha, infatti, salutati con una lettera in cui vi e' scritta la vera motivazione alla base di tutti gli eventi, ossia la temuta “dialettica interna”, che considera non una ricchezza, ma un problema, un pericolo non in se’, ma in quanto avrebbe impedito di difenderlo dai suoi “accusatori”. E ancora: “Mi rendo conto che la vicinanza di due di Voi (leggasi Caporale e Cattaneo) con lo schieramento cui appartengono i miei tre accusatori non poteva non causarVi oggettivo imbarazzo”. Vicinanza con lo schieramento laico sui temi della bioetica. Ecco la colpa!
Di fatto la Presidenza del Consiglio ha deciso di avvalorare questa impostazione e di passare da una vicepresidenza con due donne e un uomo -due laici e un cattolico- ad una con due uomini e una donna -di cui un religioso, il rabbino Capo, un cattolico membro del direttivo di “Scienza &Vita” e un cattolico-laico moderato, con posizioni ben diverse da quelle referendarie di Caporale e Cattaneo e quelle cattolico indipendente di Marini.
Considerata l’inadeguatezza della gestione del Comitato, la scelta piu’ funzionale sarebbe stata proprio la rimozione del presidente!

IL VIAGRA RENDE SORDI? INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLA SALUTE

Intervento dell'on Donatella Poretti parlamentare radicale della Rosa nel Pugno, segretaria della Commissione Affari Sociali

L'Agenzia Usa per la sicurezza dei farmaci (Fda) ha pubblicato sul suo sito Internet la decisione d'imporre avvertenze sul possibile rischio di sordita' improvvisa legata all'uso di Viagra, Cialis e Levita, trattamenti contro le disfunzioni erettili. Fa parte della lista anche il Revatio, un medicinale per curare l'ipertensione polmonare e contenente gli stessi ingredienti del Viagra.
Secondo l' Fda, sebbene non sia stata individuata nessuna causa, il forte legame emerso tra l'uso di questi farmaci e la perdita improvvisa dell'udito in 29 casi dal 1996, giustifica il rafforzamento delle precauzioni.
L'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e consumatori) riportando la notizia il 22 ottobre scorso ha dichiarato di aver scritto al ministro della Salute, Livia Turco, per sollecitare un analogo provvedimento in Italia.
Insieme ai deputati radicali della Rosa nel Pugno (1) rivolgo al ministro della Salute un'interrogazione per sapere se ritenga di imporre anche sulle etichette di questi farmaci distribuiti in Italia, le medesime avvertenze imposte dalla Fda.

(1) Marco Beltrandi, Sergio D'Elia, Bruno Mellano, Maurizio Turco

il testo dell'interrogazione:

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