di Simone Salvati

simone_salvati@yahoo.com

Caro Severgnini,

il romantico collega Armando Stella (“Nel salotto di Milano, con qualche ruga”, Vivimilano.it, 18 ottobre) è ammaliato dalla colonna sonora di Piazza Cordusio (Milano): rotaie graffiate dai tram e campanelli dei ciclisti sui marciapiedi. Audace, la paragona a “una bella signora” con “piccole rughe”. Le piccole imperfezioni: pochi eventi a valorizzare percorsi pedonali, arredi urbani deteriorati, caos dei mezzi pubblici e cattiva segnaletica culturale. Si tratta di grossolane falsità. I percorsi pedonali sono impreziositi da abbondanti deiezioni di cani, molto più naturali e sensoriali di tante altre installazioni artistiche. Certo non è Christo, ma le vostre imprecazioni dopo la “visita” ci si avvicineranno parecchio. Arredi urbani deteriorati? E’ vero, in qualche caso, ma gli investimenti del Comune per finanziare i graffitari e altri ragazzi con lo spray in mano stanno dando ottimi frutti. Rimangono da “arredare” alcuni palazzi in Piazza Scala, ma il lavoro è stato davvero tanto. E per fortuna nessuno si sogna di rimuoverlo dalle facciate. Caos dei mezzi pubblici: impossibile. Tutti i nuovi veicoli sono agili come caccia americani. Prendete il tram Sirio, quello verde: è lungo 33 metri, come un Boeing 737 senza ali e viaggia a pieno carico con 7-8 passeggeri. Quando ce ne sono tre in fila, in piazza Cordusio è tutto immobile e silenzioso per chilometri. Altro che caos. Cattiva segnaletica culturale? Sciocchezze, il cartellone gigante di Kakà in via Broletto è illuminato benissimo. L’intrepido Weaponing Star dimentica poi gli sforzi fatti per la mobilità in centro storico: con poche accortezze oggi è possibile attraversare in macchina il sagrato del Duomo anche durante le funzioni religiose. In gran parte delle strade, la pavimentazione di ispirazione afgana rende i proprietari dei SUV più felici che alla punzonatura del Camel Trophy. E uccidere i ciclisti spiaccicandoli con la macchina contro i muri della circonvallazione è molto più divertente che pedalare su delle sfigate biciclette comunali a noleggio. Milano è finalmente l’invidia delle capitali europee. E Parigi trema.

Simone Salvati, simone_salvati@yahoo.com

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