di Pietro Schirru, Sydney

Forse non sarebbe troppo tardi per ridare un po’ di fiducia al mondo del calcio

Così, come avvenne quando si scatenò lo scandalo di calciopoli e Moggiopoli che sembrava dover squassare il mondo del pallone in Italia, arrivò puntuale la vittoria degli azzurri nei mondiali di Berlino, che praticamente annullò di colpo tutte le buone intenzioni per rimettere ordine e pulizia in quell’ambiente ammorbato come non mai. In effetti, poi avvenne quello che certe persone fanno quando puliscono casa e si raccoglie l’immondizia e poi la si nasconde sotto il tappeto.
Nella scorsa settimana, dopo i tragici eventi che hanno provocato la morte di un tifoso laziale, ucciso per “errore”, è arrivata puntuale un’altra vittoria della squadra azzurra, questa volta a Glasgow contro la Scozia, con la conseguente qualificazione per i prossimi europei. Onore a Donadoni e ai suoi giocatori che per novanta minuti hanno tirato duori la grinta e la determinazione di sedici mesi fa a Berlino. Però. attenti a non dimenticare che la violenza nel mondo del calcio non scompare con quel successo sul campo. Il male è sempre lì, pronto ad esplodere alla prima prossima occasione.
Si dice che le leggi per bloccare la vilenza degli ultras ci sono ma che non vengono applicate. Di stupidaggini, per non dire di peggio, se ne sentono ma questa è certamente la più incredibile. Se si cominciasse a sbattere in gattabuia i delinquenti che stanno uccidendo quello sport e buttare la chiave per qualche anno. Se si cominciasse e mettere fuori gioco tutti quei dirigenti sia federali che nei consigli di amministrazione delle società, colpevoli da aver sostenuto sottobanco (neanche tanto) per anni le bande di ultras fino a non essere più in grado di controllarli. Forse non sarebbe troppo tardi per ridare un po’ di fiducia al mondo del calcio.
Domenica mattina per due ore avevo dimenticato i mali che affliggono l’Italia, grazie al magnifico spettacolo offerto dai tifosi e dai giocatori scozzesi. Che lezione di sportività. In campo i calciatori scozzesi anche davanti a decisioni arbitrali discutibili non sono mai scesi come fanno i “nostri” a plateali proteste. Quando entravano in collisione con un avversario e finivano per terra non stavano lù a rotolare come i cattivi nei film western dopo essere stati colpiti da un winchester. In un attimo stavano in piedi e non ricusavano la mano stesa dell’avversario.
E sugli spalti la massima correttezza assieme al massimo sostegno per la loro squadra, applaudita anche dopo aver perso e mancata la qualificazione per gli europei. Applausi anche per il loro tecnico McLeish. Avrei voluto vedere la fine che avrebbe fatto Donadoni se la sua squadra avesse perso. Il linciaggio non solo mediatico sarebbe stato poco ma sicuro. Una volta tanto il mio applauso va diretto ai nostri avversari. Grazie per aver dimostrato che si può ancora andare in uno stadio per assistere a quella che deve essere sempre considerata solo una competizione sportiva.(ADL)

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