Giovanna Canzano dialoga con Giovanna Lubrano
28 novembre 2007

Proseguiamo con Giovanni Lubrano il discorso sui morti ammazzati in Sicilia. Ometteremo i nomi dei compagni sindacalisti e sindaci socialisti assassinati in Sicilia dal 1945 al 1955, perché già citati nelle due precedenti interviste a Lubrano. E’ utile ricordare il purtroppo lungo elenco degli uccisi dalla mafia. Un fiume di sangue causato da una guerra feroce portata avanti con gelida determinazione dagli ‘amici de li amici’ contro chi, sindacalisti e uomini politici, cercava di difendere i poveri dalle angherie dei ricchi. Con la mafia sempre a servire il più forte. Storie dimenticate che è sempre bene tirare fuori a futura memoria.

CANZANO – Ma quante sono queste storie?

LUBRANO – 7 giugno1945: viene ucciso a Trabia il sindacalista Nunzio Passafiume. Il delitto è rimasto impunti (d’ora in poi d.i.).
22 ottobre 1946: vengono uccisi a Scalia i sindalisti Giovanni Castiglione e Gerolamo Scaccia. d.i.
13 novembre 1946: A Casteldaccia viene ucciso – d’ora in poi v.u. – il sindacalista Nino Raia. d.i.
4 febbraio1947: v.u. il segretario della Camera del lavoro di Sciacca, Geometra Accursio Miraglia. d.i.
13 febbraio1947: v.u. a Partinico il sindacalista Carmelo Silvia. d.i.
19 febbraio1947: v.u. a Ficarazzi il sindacalista Angelo Macchiarella. d.i.
1 maggio1947: a Portella delle Ginestre, nei pressi di Piana degli Albanesi, vengono uccise 11 persone (tra cui 2 bambini) e altre 56 rimangono ferite dai sicari della banda di Salvatore Giuliano.
21 dicembre1947: a Baucina v.u. il sindacalista Nicolò Azoti. d.i.
16 marzo 1948: a Gibellina prov. di Agrigento v.u. l’avvocato Vincenzo Campo segretario provinciale D.C. d.i.
11 aprile 1948: a Partinico v.u. i sindacalisti Vincenzo Lo Iacono e Giuseppe Carubia. d.i.
10 ottobre 1948: scompare a Trapani (nel senso che non sarà trovato più il corpo) il dirigente democristiano Nicasio Triolo. d.i.
Molti altri crimini vennero commessi nella provincia di Agrigento: v.u. Guarisco, sindaco di Burgio; Farno, segretario della camera del lavoro di Comitini; Santi Milisenna, segretario della sezione del P.C.I. di Ravanusa; il sindacalista Giuseppe Spagnolo, sindaco di Cattolica Eraclea.
Tutti sterminati.
Sfuggirono fortunosamente alla lupara: Antonio Mannarà, segretario della CDL di Canicattì; Aurelio Bentivegna, segretario della sezione del P.S.I. di Cattolica Eraclea; Giuseppe Grado, socialista segretario della federbraccianti di Agrigento, assalito a fucilate per avere organizzato i braccianti agricoli contro la mafia della Valle dei Fiumi Platani, Tummarano e Salito; Michelangelo Russo, segretario della federazione PCI di Agrigento; Giovanni Ruggieri sindaco di Campobello e Agostino Lo Bue, presidente della federazione provinciale delle cooperative della provincia di Agrigento.
Tutti, delitti o tentati tali, finora impuniti.

CANZANO – Un massacro impressionante…

LUBRANO – Nei sei mesi che precedettero le elezioni regionali del 20 aprile 1947, pochi giorni prima di Portella delle Ginestre, furono incendiate le sedi di otto camere del lavoro e tre di partiti politici; tra gennaio e marzo furono assassinati i compianti sindacalisti e consiglieri comunali socialisti, Calogero Cangelosi da Camporeale, Epifanio Li Puma da Petralia e Placido Rizzotto da Corleone.
La sera prima delle elezioni un gruppo di mafiosi sparava a Villalba contro alcune persone che non condividevano il loro entusiasmo per la lista democristiana ferendo gravemente il socialista Vincenzo Immondino. E socialista era Giacomo Schirò segretario della sezione PSI di S. Giuseppe Jato di professione calzolaio che, in attesa dei “grossi calibri” che dovevano arrivare da Palermo e tardavano, aveva appena cominciato a parlare a Portella delle Ginestre il 1 maggio 1947 quando gli “astutaturi” di Salvatore Giuliano, appostati sul monte Pizzuta, spararono con una mitragliatrice sui tranquilli manifestanti.
Insomma, fu enorme il tributo di sangue versato dai socialisti, sterminati in numero assolutamente maggiore rispetto ad esponenti di qualunque altro partito politico. Con buona pace di chi pensa che l’intera storia del PSI possa ridursi al periodo dell’ultimo, sfortunatissimo, abbandonato da tutti e ognora dileggiato Bettino Craxi.

BIOBIBLIOGRAFIA

Giovanni Lubrano di Scorpaniello (si firma GL) è giornalista professionista e storico.
Nato a Tripoli di Libia, si è laureato a Roma, università degli studi, facoltà di scienze politiche, nel 1970. Ha lavorato nella direzione nazionale del partito socialista italiano quale funzionario addetto alla segreteria generale con il sen prof. Francesco De Martino dal 1964-72. Nel periodo della unificazione socialista tra psi e psdi, per designazione della segreteria socialista, svolse funzione di raccordo tra le segreterie del psi-psdi unificati ed il presidente del nuovo soggetto politico, vice presidente del consiglio, on. Pietro Nenni. Esperienza maturata tra il 1966 ed il 1969. Nel 1968 Lubrano preferì di rimanere a lavorare nella direzione socialista, benché lo stesso De Martino, entrato a far parte del Ministero Rumor in qualità di vice presidente del consiglio, desiderasse fortemente la sua presenza nel gabinetto presidenziale di Palazzo Ghigi. Per l’infausta scissione del 1969 de Martino, appena tornato al timone del psi, volle che Lubrano continuasse a collaborare direttamente con lui. Nel frattempo Lubrano, con Giorgio Cabibbe, Mimmo Liguoro, Agostino Saccà e Enzo Leone aveva dato un decisivo impulso all’’alleanza tra dematiniani e manciniani che, nella federazione giovanile socialista italiana, avrebbe di gran lunga anticipato la svolta politica nota col documento ‘De Martino-Mancini-Giolitti-Viglianesi e, nell’estate del 1969 avrebbe provocato il rovesciamento del segretario del partito socialista unificato Mauro Ferri. Lubrano seguì De Martino a Palazzo Ghigi nei governi Rumor e Colombo e, successivamente, fu eletto membro del comitato centrale socialista per la corrente De Martiniana nei congressi di Genova 1972 Roma 1976 Torino 1978.Negli anni in cui De Martino dopo la svolta del Midas fu costretto al ruolo di minoranza nel psi di Craxi, Lubrano diresse l’agenzia di stampa della corrente demartiniana o di quel che ne rimaneva, che si chiamava ‘Unità e Riscossa socialista’.
Da molti anni Lubrano segue come storico le vicende militari e politiche della patria Italia ed è commendatore della Repubblica dal 2 giugno 2003.

giovanna.canzano@email.it

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