La casa dell'Unione non brucia, manda a dire Prodi, alludendo tronfio alle ultime vicende politiche relative alla Casa della Libertà.

Non brucia perchè ciascun abitante di quella casa getta acqua sul fuoco appena sente pericolo di possibile combustione. Ancora oggi Mastella prevede la crisi, Dini dice di avere le mani libere, Ferrero si mostra sconcertato e deluso, Turigliatto minaccia e Pallaro ricatta, per parlare solo di alcuni. Ma quale sarebbe la sorte di costoro se il governo cadesse?

Mastella dovrebbe dividere il tetto con il finto amico Casini, Dini perderebbe l'ambito ruolo di ago della bilancia, e Ferrero farebbe tornare alla memoria l'errore di Bertinotti che non è stato ancora metabolizzato dal partito. Nell'Unione non c'è intesa nè convergenza: sono tutti meschinamente attaccati alla poltrona e in attesa della pensione. La stessa disponibilità di Veltroni a concludere eventuali riforme entro il 2008, nasce dalla consapevolezza che prima di quella data nessuno degli eletti consentirà il benchè minimo cambiamento.

Vale ancora la minaccia di Prodi, fatta in tempi non lontani: ” Se cado io, cadono tutti!” a spegnere i tanti incendi dell'Unione.

Salvatore Ferrigno

Ufficio Stampa On.Salvatore Ferrigno
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