L’VIII edizione si è tenuta all’Istituto Italiano di Cultura della Capitale argentina. Fedele alla diffusione dei valori del suo ricco patrimonio culturale, storico e di progetti, l’Associazione Internazionale Magna Grecia ha attraversato l’Atlantico per proporre un’altra volta a Buenos Aires, i consueti incontri che per l’importanza delle tematiche e il prestigio dei partecipanti, costituiscono un avvenimento di rilevante importanza. Tali sono state le due giornate del 19 e 20 novembre all’Istituto Italiano di Cultura, quando illuminati dal titolo “Italia e Argentina, radici comuni”, si sono sviluppati intensi dibattiti.
Gli antichi romani chiamarono Magna Grecia o Mayor Graecia il Sud d’Italia, corrispondente alle attuali regioni di Basilicata, Campania, Puglie, Calabria e Sicilia. Nel caso dell’Associazione Internazionale Magna Grecia, si tratta si una istituzione senza fini di lucro, apartitica, fondata nel 1986, con sedi principali a Roma e a New York, e una rete di delegazioni presenti in Italia e all’estero. Dal 1997 è presieduta dal dott. Nino Foti, e il rappresentante del sodalizio in Argentina è il comm. Eugenio Sangregorio. Tra i suoi obiettivi culturali, c’è la diffusione in Italia e presso gli italiani nel mondo dei valori della civiltá della Magna Grecia nei suoi aspetti sociali, sviluppare relazioni con le comunitá italianeall’estero per rinnovare i legami con le loro radici e far conoscere, sopratutto nel Bel Paese, il lavoro degli italiani all'estero, una presenza di circa 60 milioni che, non solo popolano “ma colorano il mondo.
” Mauricio Macri e il “premio apotropaico”
La “Settimana della Magna Grecia”, che il sito www.bairesuno.tv ha trasmesso in tutto il mondo, è iniziata lunedì 19 a mezzogiorno, in Ambasciata, dove l’ambasciatore d’Italia Stefano Ronca e la gentile consorte, hanno offerto una colazione alle delegazioni italiana e argentina dell’Associazione. Della prima, a cui faceva capo il presidente Nino Foti, facevano parte il prof. Giorgio Riondino della presidenza del Consiglio dei Ministri; l’economista Mario Pagnotta e il segretario generale dell’AIMG Pasquale Cartella. Della seconda facevano parte Eugenio Sangregorio, presidente dell’Unione Sudamericana Emigrati Italiani, il dott. Claudio Zin delegato in Argentina del’Udc e futuro ministro della Sanità del governatore della Provincia di Buenos Aires Daniel Scioli, i deputati della Provincia di Buenos Aires e del Mercosur Osvaldo Mercuri e Roberto Filpo, il deputato della Città Autonoma di Buenos Aires Christian Asinelli, il giudice federale Franco Fiumara, presidente della Federazione Calabrese, Héctor Datoli, vice console onorario d’Italia a Tres de Febrero, Olga Martin funzionaria dell’Istituto Italiano per il Comercio Estero. C’era inoltre un numero ridotto di invitati, tra i quali il Console generale d’Italia a Buenos Aires Giancarlo Curcio, Irma Rizzuti, presidente dell’Ass.Calabrese, il Dott. Vincenzo Carrozzino professore dell’Università di Salerno, la Dott.ssa. Valeria Sangregorio, il produttore televisivo Raul Lecuona e alcuni esponenti della collettività italiana. Al centro della riunione, la consegna al Sindaco eletto della Città di Buenos Aires ing. Mauricio Macri del Premio Internazionale Magna Grecia. Nel porgergli la targa – una maschera “Apotropaica” – , il presidente del sodalizio Nino Foti, ha spiegato all’ing. Macri che si tratta di un portafortuna dell’antica tradizione greca “per tenere lontano il malocchio e gli spiriti maligni”. “Sicuramente quando il 10 dicembre assumerò il mio incarico ne avrò bisogno”, ha detto sorridente Macri, che ha poi sottolineato l’importanza del contributo dell’emigrazione italiana alla costruzione e alla crescita dell’Argentina, ha invitato l’Italia a investire nella Città di Buenos Aires e ha concluso riferendosi alle sue radici italiane e alla sua intenzione di approfondire la sua conoscenza dell’italiano, per parlarlo fluidamente.
La cerinomia si è conclusa con le parole dell’Amb. Ronca e del Console generale Curcio.
“Le comunita italiane in Argentina. Radici culturali, voto e cittadinanza”
Lunedì pomeriggio iniziarono le giornate di lavoro all’Istituto Italiano di Cultura, moderate dalla giornalista Liliana Caruso. Tema del dibattito, “Le comunità italiane in Argentina. Radici culturali, voto e cittadinanza”.
Dopo il saluto della dott.sa Claudia Romano, a nome del nuovo direttore dell’IIC dott.ssa Giuliana Dal Tiaz, è iniziato il dibattito, introdotto dal presidente Foti, che ha citato una riflessione del fondatore dell’AIMG Dino Gullace, stabilendo un parallello tra i coloni achei che oltre 2500 anni fa salparono attraversando il mare verso il sud d’Italia in cerca di una nuova vita e i milioni di emigrati italiani che dalle stesse terre dove i primi erano arrivati salparono a loro volta ripetendo l’epopea verso altre latitudini, come l’America, “terra di speranze e di opportunità”.
Entrando nel merito specifico del convegno, Eugenio Sangregorio, nella sua veste di presidente del Movimento Italo Argentino di Partecipazione Civica, ha sottolineato un fatto del quale è stato protagonista. “Con l'aiuto del Deputato Mercuri nel 1994 abbiamo ottenuto una riforma Costituzionale per concedere il diritto di voto agli stranieri nella Provincia e nella Cittá di Buenos Aires, una posizione di primato e di orgoglio, rispetto a moltissime altre Nazioni per noi cittadini italiani che viviamo in Argentina”.
Nel suo intervento, il senatore Luigi Pallaro, ha parlato su vari aspetti del tema in dibattito, per poi affermare: “In questa Finanziaria abbiamo raddoppiato il sostengno economico ottenuto l'anno scorso per l'assistenza sanitaria agli anziani italiani disagiati”. Sul Congresso di Giovani di origine italiana, organizzato dalla Feditalia, che si è svolto l’ultimo fine di settimana ha manifestato che aveva come obiettivo “fare delle nuove generazioni, amici dell'Italia”. Infine, rivolgendosi al dott. Foti ha detto: “Dobbiamo analizzare cosa possiamo fare assieme. Sono convinto che le cose importanti si concludono guardandosi in faccia e stringendosi la mano”.
Categorico il giudizio del dott. Claudio Zin su una sgradevole sensazione: “Quando ascolto i politici italiani che ci visitano, ho la sensazione che sottovoce rivolgono una minaccia, guardate che se siete cattivi e non fate quello che dicono a Roma, vi togliamo il voto”, aggiungendo: “Per noi il voto è un diritto costituzionale, sarebbe ora di dire una volta per tutte ai politici, rispettateci, perché anche noi siamo cittadini italiani”.
Da parte loro i deputati Mercuri e Filpo hanno sottolineato coincidenti, l’importante ruolo della comunità italo-argentina (della quale si considerano componenti) nello sviluppo dell’Argentina. Inoltre hanno messo in rilievo l’atteggiamento di Sangregorio, che con la sua perseveranza e “passione calabrese” è riuscito a concretare una legge per far votare gli stranieri nella Provincia di Buenos Aires. “Un diritto – ha detto Mercuri – che voglio estendere a tutto il Paese”.
Dopo l’intervento del dott. Fiumara, incentrato sulle richieste argentine sulle Malvine, è intervenuto il dott. Giancarlo Curcio. Il Console generale in Buenos Aires ha ricordato il recente traguardo di iscrizioni all’Anagrafe, che portano questa sede, insieme a quelle di Lomas de Zamora e Morón, a 270mila iscritti all’Anagrafe, la più numerosa al mondo.
Concludendo l’intensa giornata e in una cerimonia calida e simpatica, Foti e Sangregorio hanno consegnato a Curcio una targa in riconoscenza per l’efficiente lavoro che sta svolgendo.
“Il progetto Sangregorio”
Il dibattito della seconda giornata, incentrato sulla “Cooperazione economica e scambi tra l’Italia e l’Argentina, è stato moderato da Walter Ciccione ed è stato aperto dal prof. Riondino, che ha fatto il punto sui rapporti tra i due Paesi.Eugenio Sangregorio, diretto e pragmatico com’è nel suo stile, ha iniziato il suo intervento annunciando un progetto concreto, per affrontare il cruciale problema delle fonti rinnovabili di energia, accolto con grande interesse dai presenti. “Mi propongo di presentare al Parlamento Italiano il progetto della USEI per creare un polo industriale dei biocombustibili nelle aree del biodiesel e bioetanolo con finanziamenti dell'Italia per svilupparlo in Argentina e nel Mercosur”. Quindi ha detto: “Dobbiamo potenziare al massimo l'associazione tra l’Italia e l'Argentina con un progetto strategico che si serva dei vantaggi tecnologici dell'Italia e dell'enorme disponibilitá agricola, le materie prime e la qualitá delle risorse umane dell'Argentina”.
Dal canto suo l’on. Humberto Roggero, ex ambasciatore argentino in Italia è stato molto concreto nell’affermare: Dobbiamo metterci d’accordo con l’Italia per superare quel luogo comune di quanto l’Italia può vendere all’Argentina o quanto possiamo noi vendere all’Italia. L’obiettivo dev’essere quanto messi insieme possiamo vendere al mondo.”Sul tema delle fonti alternative di energia, Héctor Datoli ha sottolineato che ogni iniziativa deve considerare anche il rispetto della qualità della vita e dell’ambiente”.
Da parte sua il giovane deputato Asinelli ha sottolineato che le comuni radici con l’Italia certamente rendono più facili gli scambi, manifestando inoltre la sua più ampia disponibilità a collaborare nella crescita dei rapporti, mentre la lic. Martín ha riportato una interessante serie di dati raccolti dall’ICE, secondo i quali l’export argentino verso l’Italia, mettendo a confronto i primi sei mesi dell’anno scorso e di quest’anno, è aumentato dell’8,7%, per un totale di 599,1 milioni di dollari, mentre nello stesso periodo, l’Italia ha venduto all’Argentina per 489,2 milioni di dollari, con un incremento del 12,2% rispetto ai primi sei mesi 2006. Dall’Italia arrivano in Argenitna specialmente macchinari industriali, prodotti chimici e manifatture metalliche, mentre l’Argentina esporta soprattutto prodotti alimentari e cuoi.
L’on. Giuseppe Angeli da parte sua, ha detto che su suo intervento è prevista per l’anno venturo la visita in Argentina di un gruppo di imprenditori italiani che studieranno le possibilità di investimenti in vari settori. In riferimento all’Argentina ha detto che è una terra molto generosa, con enormi potenzialità, in campo agricola, energetico e turistico, ma che le maggiori potenzialità sono nel campo delle risorse umane.L’economista Mario Pagnotta è stato categorico nell’affermare: “Allargare le relazioni fra l’Italia e l’America Latina oggi non é una scelta ma una necessità”.
In conclusione delle due intense giornate, Foti e Riondino hanno confermato il loro convincimento che si è trattato di due giornate di dibattiti estremamente positivi.
Epilogo
Queste giornate sono state un evento importante che ha apportato riflessioni, suggerimenti, iniziative e progetti interessanti. La Magna Grecia adempie così al suo obiettivo di stimolarci e rinnovarci lo spirito e di rafforzare un ponte di comunicazioni nei due sensi, tra l’Italia e l’Argentina. WALTER CICCIONE

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