Oprah Winfrey scende in campo a fianco di Barack Obama

HOUSTON, TEXAS – In America non è un mistero per nessuno: Oprah Winfrey, la conduttrice multimilionaria di uno dei talk show più seguiti del paese e con una proprietà a Santa Clara in California di circa cinquanta milioni di dollari, è una reincarnazione di re Mida che trasforma in oro tutto ciò che tocca o che s’accosta a lei. Chiunque voglia avere la certezza matematica che ciò che tenta di vendere abbia un gran successo non deve far altro che riuscire a farlo presentare nella sua trasmissione ed, immancabilmente, il prodotto da spingere e promuovere finirà per affermarsi, facendo breccia sugli Americani che la seguono. Alla luce di tutto questo, sembra di poter capire che il Senatore Barack Obama, candidato democratico alle presidenziali del 2008, sia stato consigliato o forse abbia capito lui stesso che era meglio mettersi nelle mani amiche della regina dei talk show. La sponsorizzazione giungeva, infatti, da un’appartenente alla minoranza nera come il candidato che si promuoveva, ed è per questo motivo che ora molti temono questa specie d’investitura ufficiale che potrebbe avere un peso considerevole sui milioni d’elettori americani appartenenti non solo alla minoranza afroamericana ma anche a tutte le minoranze in genere.
Lo scorso fine settimana, in California, nel corso di una sfarzosa serata di gala per “ricchi e famosi”, la presentatrice nota per i suoi doni munifici in Sudafrica dove da recente ha creato dal nulla una scuola dedicata alle ragazze locali, ha cominciato subito col mettere assieme per Obama un fondo per la sua campagna elettorale di ben tre milioni di dollari.
Adesso, si può scommettere che gli avversari del senatore dell’Illinois, tanto al di fuori che al di dentro del Partito Democratico come Hillary Clinton, hanno già cominciato a preoccuparsi e, per questo motivo, c’e’ già chi comincia ad incolpare Oprah di sleale faziosità. Si cerca di ravvisare in quest’autorevole iniziativa che fa molto rumore un colpo basso, una mancanza di par condicio che, in effetti, non esiste perché i media americani ed i loro protagonisti sono liberi di dire ciò che vogliono e di sostenere i candidati politici che preferiscono.
Per la faraonica conduttrice, poi, l’addebito di un’eventuale parzialità politica non è molto sostenibile. Chi non ha la memoria corta ricorderà, infatti, che nel duemila Oprah ospitò nella sua famosa trasmissione entrambi i contendenti al titolo e, vale a dire, tanto Al Gore che Bush che poi vinse le elezioni.
Qualcuno, che aveva notato che nell’Iowa il talk show promozionale non avrebbe avuto lo stesso impatto che nella South Carolina, dove Oprah è di casa, ha dovuto ammettere che questa oltre a riuscire a raccogliere davanti al piccolo schermo fino a quaranta milioni di spettatori ha anche altri canali di contatto con gli Americani e questi includono la carta stampata e le stazioni radio via satellite.
Rimarrebbe da rispondere, quindi, solo alla domanda di partenza e riguardante la scelta della signora Winfrey del candidato di un solo schieramento ma, per un’attrice che ha preso parte al celebre film Radici e che è sempre in prima linea con le sue iniziative a favore della minoranza alla quale lei stessa appartiene la risposta finisce per diventare scontata più che retorica.
Sarà interessante vedere quale potrà essere, alla fine, la portata ed il vero impatto sulle elezioni presidenziali di quello che già alcuni chiamano il “fattore Oprah” e se con la sponsorizzazione del suo candidato del cuore Oprah è riuscita a strappare a Hillary Clinton il supporto delle Americane e delle spettatrici che le sono fedeli.

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