di Davide Castrianni

Vanessa Mónica Mendoza, presidentessa dell'Associazione discendenti italiani in Perù, ha accettato di rilasciare un'intervista particolare: dall'ADIPERU alla situazione sudamericana. in cui dopo averci raccontato dei progetti e delle iniziative dell'AdiPeru, risponde ad alcune domande sulle dinamiche relative al Sudamerica oggi: problematiche, risorse, condizioni di un continente da conoscere.

Signora Mendoza, com'è diventata presidentessa dell'ADIPERU?

Io sono nata in Perù ma la mia famiglia materna è originaria di Prá, vicino Genova. Sono stata eletta Presidentessa della associazione nel marzo di quest'anno, faccio parte di una lista di 7 donne: siamo tutte discendenti di italiani, emigrati da diverse regioni che hanno scelto il Perù per rifarsi una vita durante la varie crisi della penisola e le guerre, di unificazione prima, e mondiali poi.

Ci può spiegare quali scopi si prefigge l'organizzazione?

ADIPERU e nata 4 anni fa , con un atto pubblico, abbiamo il registro giuridico: inizialmente volevamo riunire le persone peruviane che avevano in comune il problema del riconoscimento della cittadinanza italiana, che attendevano da molto tempo, per mancanza di personale all'interno della ambasciata. Problema che fortunatamente oggi è stato risolto .

E come vi proponete ala comunità italo-peruviana?

I nostri mezzi di comunicazione sono la pagina web, un bollettino cartaceo periodico, incontri mensile sia per soci che per i membri del consiglio direttivo. Tutte attività che ci permettono di essere vicini tra di noi, comunicare frequentemente e condividere le esperienze all'interno della comunità italo-peruviana.

Quindi siete una comunità piuttosto legata: quali sono i progetti promossi dall'associazione?
Con un'assemblea in gennaio abbiamo stabilito di includere anche la diffusione dell'arte, della lingua e della cultura italiana tra gli obbiettivi di ADIPERU. Si tratta di un aspetto fondamentale, anche se non possiamo limitarci a questo.
In collaborazione con un'altra istituzione privata abbiamo ottenuto che gli eventi principali della nostra associazione siano riconosciute dall'autorità diplomatica, il COMITES: cosi continuiamo la tradizione di organizzare la celebrazione della Festa della Repubblica Italiana, il 2 Giugno. Allo stesso modo ricordiamo anche il 25 Aprile, giorno della liberazione, il 28 Luglio festeggiamo la nostra festa nazionale. Pochi giorni fa abbiamo partecipato alla funzione civile e religioso per il giorno delle forze armate. Quel che intendo dire è che si tratta di un dovere ricordare le date piu importante per riunirci insieme attorno a valori comuni.

Questo per quanto riguarda le celebrazioni. Immagino che vi occupiate anche di altre attività…
Certo! Promuoviamo convegni che coinvolgono altre istituzione per dare nuove opportunità ai nostri soci: opportunità lavorative e di insegnamento della lingua italiana (attraverso l'Istituto Italiano di Cultura) per esempio. Ma anche di diffusione della musica italiana, di cene tradizionali con cibo italiano. Abbiamo anche un gruppo di volontariato di 6 persone che vogliono dare un conforto a persone bisognose, ammalati o in carcere, a dimostrazione del fatto che il valore della solidarietà non deve mai essere perso tra di noi, perchè il lavoro comune e la buona volontá sono la nostra forza .

Passando ad argomenti un po' più generali..Esistono dei media che operano in lingua italiana in Perù? Qual è lo stato della cultura italiana nel vostro paese?

A Lima, cittá di 8 millioni di abitanti, c'è una grande attività culturale: abbiamo l'Istituto Nazione di Cultura , Biblioteca Nazionale, diversi centri culturali. Abbiamo il Festival del Cinema Europeo, e quest'anno l'Istituto italiano di Cultura di Lima, attraverso il nuovo direttore Dott. Renato Poma, ha sviluppato un bel programma di attivita: conferenze, cinema, teatro, spettacoli musicali.
Su internet abbiamo “Il Messaggero Italo-peruviano” gestito dal giornalista Gino Amoretti.
La nostra associazione invece prepara un Bolletino Informativo di 10 pagine ogni 2 mesi , con notizie dall'Italia e dal Perù, distribuita gratuitamente ai nostri soci, ma ci piacerebbe molto potere arrivare all'intera comunità italo-peruviana.

Quella corrente è la prima legislatura italiana in cui siedono in Parlamento dei rappresentanti degli italiani residenti all'estero: questa innovazione ha portato a cambiamenti visibili?

A livello politico è certamente un passo avanti: è la prima volta che abbiamo dei parlamentari, anche se bisogna dire che nessuno viene dal nostro paese. Sono principalmente rappresentanti di Brasile, Argentina e Venezuela, che conosciamo solo per sentito dire. In effetti, manca una rete di informazione tra loro e la nostra collettività, e non sappiamo come avere direttamente alcune notizie. L'unico mezzo che abbiamo per essere informati è la pagina web del senato italiano, o della camera dei deputati. Come associazione non siamo stati contattati da nessun rappresentante eletto, temo per uno stato di disorganizzazione che non è ancora risolto.

In Italia si ha la percezione di un'America Latina divisa politicamente in due: una strettamente legata agli Stati Uniti, l'altra vicina almeno ideologicamente al presidente venezuelano Chavez. È davvero così o la situazione è più complessa e frammentata? Può aiutarci a capire con più precisione le dinamiche complesse dell'america latina vista da un punto di vista interno?

Non sono una che si occupa di temi cosi puntuali politicamente, ma la mia generazione a sentito la vicinanza con gli Stati Uniti per molti anni: è un'influenza forte che abbiamo dal punto di vista culturale, tecnico, scientifico, ma anche della lingua inglese, del consumismo. In realtà ogni paese ha il proprio orientamento penso che lo stesso fenomeno ci sia anche all'interno della UE. Quel che è certo è che l'influenza del Venezuela su di noi, sulla nostra società non è cosi determinante: siamo sicuramente siamo più legati a Venezuela, Brasile e Bolivia a livello, al Cile per l'ambito economico. Penso che il Sudamerica stia vivendo una rinascita del socialcristianesimo, come testimonia anche la forza femminile in politica: per la prima volta abbiamo due donne come Capi di Stato, Michele Bachelet in Cile ed Cristina Kirchner in Argentina.

Sembra che dopo la liberazione dal colonialismo ora stia avvenendo una sorta di liberazione dal potere economico rappresentato dalle multinazionali: forse ora i vostri rappresentanti sono simbolo di un popolo che prende coscienza di sé e delle sue possibilità, ma che si scontra con problemi notevoli.

Il Sudamerica è sicuramente un continente in crescita, offre delle grandi opportunità di investimento, ogni governo tenta di sviluppare il proprio paese, ma non si fa in forma coordinata, e questa è una debolezza innegabile. Per crescere bisogna avere dei progetti comuni che non siano solo lettere di buoni desideri. Qui mancano le politiche di sviluppo economico, sociale, culturale, sanitarie, e soprattutto un lavoro coordinato internazionale che permetta un percorso comune e la creazione di uno spazio di sicurezza e di sviluppo per le popolazione ed anche per la comunità italiana che abita e sente il Sudamerica come la grande casa accogliente che nostri nonni contribuirono a rendere una terra nuova per noi, aspettando molti anni per viverla: questa è la nostra eredità culturale che dobbiamo curare e far crescere perchè un paese senza cultura non ha la forza e la maturità per scegliere il proprio cammino.(Il Messaggero Italo-Peruviano)

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