Intervista all’on. Vladimir Luxuria Rif. Com. Sin. Eur.

Il Consiglio comunale di Roma ieri (17 dic.) ha respinto la proposta di istituire un registro delle unioni civili, che sta succedendo allora?

Commentiamo con il segno che si da al partito Democratico. Cioè in assenza ancora di programmi io faccio fede agli atti di Veltroni che, oltre ad essere il sindaco di Roma, è anche il leader del Partito Democratico. A differenza di quanto era stato detto al discorso inaugurale al lingotto di Torino. Si volevano fare approvare i DICO a livello comunale invece l’istituzione del registro della coppie di fatto è stata bocciata.

E’ una bocciatura solenne, grave, non crede?

Si, perchè non è una istituzione priva di significato e di concretezza. Sia nel disegno legge dei DICO sia nella proposta di legge dei CUS si prevede che, per ottenere un diritto come convivente omosessuale o eterosessuale: eredità, reversibilità, permessi di lavoro, subentri nei contratti ecc. devono passare un tot di anni di convivenza. Cioè le proposte di legge vogliono che la coppia dimostri stabilità. Ora, le persone che hanno già avuto la possibilità di iscriversi nei registri delle coppie di fatto istituite già molti anni fa in molti comuni, penso a Pisa dal 98, non dovranno avere l’obbligo ex novo di dimostrare la loro stabilità. Essendosi già iscritti, l’acquisizione dei loro diritti diventa automatica.

Con la riforma del titolo quinto ci sono delle novità sostanziali sembra.

Con la riforma del titolo quinto ci sono tutta una serie di diritti che sono più di competenza degli Enti locali, Comune compreso, che del Parlamento nazionale. Il Parlamento nazionale non può obbligare un Comune ad assegnare gli alloggi comunali in un certo modo. Lo possono fare solo i Comuni ed un Comune che istituisce un registro delle coppie di fatto dice che, per entrare in una graduatoria, ad esempio degli alloggi comunali, non c’è discriminazione tra coppie sposate e coppie non sposate oppure tra conviventi eterosessuali o omosessuali. Questo riguarda anche per esempio il diritto di opzione. Se il Comune decide di vendere una casa popolare ad uso residenziale, chi ci sta dentro ed è assegnatario, ha diritto di opzione oppure ce l’ha il coniuge in comunità di bene. Se un uomo rinuncia ma è convivente con un altro uomo, secondo le leggi attuali il convivente, anche se ha convissuto con questa persona per più di cinque anni come richiede la legge, potrebbe essere sbattuto fuori da questa casa.

Ma ora si pone un ulteriore problema all’interno di questa maggioranza, anche se sembra tutto del Partito Democratico

Si, è un problema interno al Partito Democratico. Perché, come io già prevedevo, ci sono tutta una serie di questioni, non solo i diritti civili ma anche il testamento biologico, anche la legge sulla procreazione assistita. Questioni queste inconciliabili dove, mi sembra che prevalga più la linea Binetti che la linea del Lingotto di Veltroni.

Ma come farete ad andare avanti? Per quanto vi riguarda voi della sinistra vi siete già ricompattati, teoricamente non siete già fuori?

C’è intanto un progetto, una proposta di legge CUS già licenziata dalla Commissione Giustizia del Senato. Adesso, i Senatori del Partito Democratico dovranno decidere se appoggiare questa proposta di legge che è già un compromesso.

E se una cosa del genere succedesse anche sulla legge per il conflitto di interessi?

La gente valuterà in sede di elezioni con un programma alla mano quali sono stati i partiti che hanno dato atto al programma dell’Unione e quelli che invece hanno cambiato idea.

La speranza, ora, qual è?

La speranza è che il Partito Democratico prenda un’altra strada. Prenda la strada della difesa della laicità dello Stato. Non si può fare politica in maniera ambigua, bisogna prendere delle decisioni nette perché poi la gente premia la coerenza dei partiti politici, non ama molto gli inciuci, i compromessi degli azzeccagarbugli.

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