Sabato 15 dicembre si è svolto a Londra il primo incontro del Popolo della Libertà in Europa, promosso dall’On. Guglielmo Picchi. La partecipazione è stata numerosa ed entusiasta così come le adesioni al nuovo soggetto politico promosso da Silvio Berlusconi. Nel corso della serata si è discusso della situazione politica ed economica italiana, dei passi da intraprendere per la formazione del nuovo partito e del manifesto del Partito Popolare Europeo a cui il Popolo della Libertà si ispira. Nel corso della serata è stato letto il messaggio di auguri inviato dal Presidente Silvio Berlusconi al Popolo della Libertà di Londra. Ecco il testo del telegramma fatto recapitare all’on. Picchi: “Caro Guglielmo, cari amici Italiani del Regno Unito, so che questa sera vi incontrate non solo per scambiarvi gli auguri di Natale, ma per parlare del nuovo soggetto politico che stiamo costruendo. Sono davvero grato a Te, Guglielmo, per aver promosso questo incontro e vi ringrazio per essere intervenuti a questa serata .
A tutti un saluto particolarmente affettuoso, insieme ai migliori auguri di Buon Natale. Silvio Berlusconi”.
L’on. Picchi ha poi delineato quali dovrebbero essere le priorità per la presenza italiana all’estero: “Gli Italiani all’estero e le imprese italiane all’estero non devono essere viste come soggetti da assistere, ma come protagonisti attivi e motori dello sviluppo del nostro paese all’estero in tutti i campi dal sociale al culturale, dall’impresa alla ricerca. Adesso la concezione della sinistra è quella di un grande patronato per gli italiani all’estero. La logica dell’assistenza deve cedere lo spazio all’investimento e al rafforzamento delle cooperazioni internazionali. La Germnaia o il Regn Unito non hanno patronati all’estero, non sprecano risorse per la formazione professionale. Tutte queste risorse potrebbero essere liberate per il sostegno delle esportazioni delle nostre imprese, per progetti culturali e sociali per potenziare la rete consolare ed associative. L’intervento di Comuni, Province e Regioni deve essere coordinato per evitare sprechi e duplicazioni e per ottenere politiche più mirate a sostegno di cittadini ed imprese e maggiore potenza d’urto economica degli investimenti realizzati. Cambiare la mentalità e la cultura con cui è stata fino ad esso concepita e gestita la realtà italiana all’estero è una necessità improrogabile per riflettere il nuovo ruolo dell’Italia e degli italiani sul palcoscenico internazionale. E’ una grande sfida che richiede molti sforzi e molte energie ma che può e deve essere vinta per le generazioni future”.

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