Alle considerazioni espresse dall’On. Bucchino voglio replicare chiarendo alcune cose. L’emendamento di cui è primo firmatario l’On. Bucchino, non approvato in finanziaria, chiedeva la luna: chiedeva cioè di considerare come casa adibita ad abitazione cioè come prima casa, l’unità abitativa posseduta in Italia, purchè non locata. Alcuni onorevoli firmatari di quel emendamento sono proprietari di una casa nei paesi esteri in cui risiedono (ad esempio in Svizzera) e sanno bene come si dichiarano i redditi dall’estero in Italia. Ora, come pretendevano di far passare con logica palesemente anticostituzionale il concetto che la casa in Italia va considerata, per i residenti all’estero prima casa, indipendentemente dalla casa in cui abitano all’estero? Ovvero indipendentemente dal fatto che si sia già proprietari di una casa all’estero, per esempio? Così avrebbe potuto godere di una simile agevolazione De Benedetti, o Rita Pavone, o qualsiasi altro petroliere o finanziere che pur possedendo una infinità di case all’estero, automaticamente poteva contare sul fatto che una casa in Italia veniva considerata prima casa. Se fossi stato Ricucci, magari piazzavo la mia residenza all’estero ed in questo modo avrei goduto delle agevolazioni ICI per il grande castello destinato al matrimonio con la Falchi. A me sembra che invece il Governo abbia voluto agevolare coloro che posseggono ed utilizzano la casa in Italia, costruita con faticosi anni di emigrazione e che non posseggono altre case all’estero. Chiaro che se un fortunato emigrato possiede già una casa all’estero, non è giusto che possa godere di una agevolazione fiscale, perché la casa in Italia in termini di proprietà è una seconda casa. Ma gli emigrati che io conosco ed a cui faccio riferimento, probabilmente, non posseggono la casa all’estero. Quindi la casa in Italia è quasi sempre l’unica casa costruita con sacrifici o ereditata dalla famiglia. Per questo ho chiesto al Governo di spingere i Comuni a ridurre del 50% l’ICI a “coloro che possiedono una sola proprietà in Italia”. Escludendo in questo modo coloro i quali posseggono all’estero già una casa di proprietà.
Quindi credo e penso che molti come me condividano la mia soddisfazione sulle agevolazioni fiscali approvate dal Governo sull’ICI, perché ritenute giuste. A maggior ragione il fatto che il Governo si è impegnato con un ordine del giorno firmato appunto da me, Misiti Astore e Ferrigno, a trovare soluzioni verso i cittadini residenti all’estero – quindi stimolare i Comuni a ridurre l’ICI per detti cittadini, proprietari solo di una unica casa -. Perché, on. Bucchino, questi sono gli italiani all’estero che io conosco, operai, lavoratori, che non si sono fatti le case all’estero, ma una sola in Italia, per tornarvici a trascorrere la vecchiaia. Il Governo a questi e solo a questi deve offrire agevolazioni, attraverso la sensibilità dei Comuni. Gli italiani all’estero le tasse vogliono pagarle, e sperano che siano destinate a servizi utili. Infatti in molti Comuni con forte emigrazione, le cito l’esempio di Morciano in Puglia, alcuni coraggiosi Sindaci, hanno proposto ai loro cittadini emigrati che con i risparmi ottenuti dalle riduzioni Tarsu loro applicate, si costruisse un parco giochi. Vada a vedere quel parco giochi onorevole. Il Sindaco vi ha posto una targa dicendo “costruito dagli emigrati in Svizzera”. Una bella soddisfazione vero?

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