I deputati Bucchino, Fedi e Narducci hanno scritto al Ministro dell’Economia e delle Finanze Tommaso Padoa Schioppa per esprimere il loro rammarico sulla circostanza che il loro emendamento volto ad estendere ai cittadini italiani residenti all’estero e proprietari di abitazione principale in Italia, la nuova detrazione sull’ICI prevista dalla legge finanziaria per il 2008, non è stato accolto.

Nella lettera i deputati rimarcano che si trattava di un emendamento legittimo ed anzi dovuto, sia perché poneva rimedio ad una disattenzione del legislatore sia per inferenza logico-deduttiva: infatti, come è noto, è già attualmente riconosciuta ai cittadini italiani residenti all’estero dall’articolo 1, comma 4-ter, della legge 24 marzo 1993, n.75, la fruizione della detrazione prevista per l’abitazione principale in relazione all’immobile posseduto in Italia, sempre che lo stesso non sia concesso in locazione. Da tale disposizione attualmente vigente, appare evidente la volontà originaria del legislatore di equiparare i residenti all’estero ai residenti in Italia in relazione al diritto alle riduzioni e detrazioni dell’imposta sull’ICI. “Ci era sembrato quindi necessario – scrivono i deputati – porre rimedio alla dimenticanza del legislatore nella legge finanziaria per il 2008, che non aveva esplicitamente esteso ai soggetti residenti all’estero l’ulteriore detrazione”.
Tuttavia la Camera, nella seduta del 15 dicembre 2007, ha approvato – ricordano i deputati a Padoa Schioppa – un ordine del giorno con il quale si impegna il Governo ad adottare iniziative normative volte ad evitare una discriminazione sull’ICI nei confronti delle collettività italiane nel mondo. Bucchino, Fedi e Narducci evidenziano che l’estensione dell’ulteriore detrazione ICI ai soggetti residenti all’estero avrebbe una grande valenza politica e sociale a fronte di un modesto onere finanziario, calcolato dallo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze intorno ai 4 milioni di euro annui.

“Le saremmo grati pertanto – concludono i tre deputati rivolgendosi al Ministro – se vorrà considerare un Suo personale interessamento in ordine ad una possibile tempestiva osservanza dell’ordine del giorno in questione e siamo a Sua disposizione per un confronto sulle possibili e realistiche soluzioni da adottare per una giusta applicazione dell’agevolazione fiscale anche a favore delle nostre collettività all’estero”.

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