Finalmente qualcosa si muove e spero proprio che a restare sotto i rifiuti sia la casta politico-giornalistica che governa l’Italia per conto della Banca Mondiale.

Dopo le bugie, con cui si sono pappati montagne di denaro pubblico, adesso sta arrivando il conto, ma siamo solo agli inizi.

Cercheranno di farci parlare d’altro, Dini e Veltroni li aiuteranno a sostenere che “o sistema” può riprendere a funzionare con bugie nuove, ma sono sempre meno credibili e Napoli li inchioda alle loro enormi responsabilità.

Non so sulla “emergenza rifiuti” cosa stia decidendo il Governo, ma so che se, come un anno fa, prevarrà ancora il temporeggiamento o se verrà scelta la linea dura, “decisionista” o “militare”, saranno mosse che finiranno per aiutarci ad imporre una svolta radicale.

Dopo il convegno del 18 dicembre (sui costi per la salute dell’attuale politica energetica, compresi quelli che vengono eufemisticamente chiamati “termovalorizzatori”) noi abbiamo chiesto un incontro urgente al Governo; farebbero male a non ascoltarci.

Se la camorra controlla una bella quota di ciò che viene speso a Napoli sotto la voce rifiuti, una criminalità in doppio petto controlla tutto il giro dei miliardi di euro che stanno dietro la voce “energia” e oltre a svuotare le casse pubbliche ruba la salute dei cittadini, scaricandola sui costi pubblici del sistema sanitario nazionale.

Per Napoli la soluzione c’è e se la ritrovano in mano, già progettata dai tecnici di Treviso; per percorrerla servono istituzioni pulite, partiti che guardino all’interesse del paese, cittadini che possano fidarsi di chi li governa… quindi , per ora c’è solo il progetto dei tecnici di Treviso.

Se il Governo o il Comune di Napoli (riappropriandosi delle proprie competenze) volessero risolvere il problema, dovrebbero uscire dal giro “partiti- clientele- camorra- massoneria-cattivi imprenditori” e affidare questo compito speciale ai rappresentanti dei Comitati popolari di Napoli.

Ma so benissimo che è una lucidità che non avranno.

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