Per Durnwalder Angela Merkel è povera perché non lavora bene

“Il dibattito sullo stipendio d'oro incassato dal Presidente Luis Durnwalder si concentra tutto sull'etica politica. Può un amministratore pubblico quantificare in piena autonomia l'entità del proprio stipendio? Il Parlamento italiano, mosso da un'ondata moralizzatrice, ha dato il via a riforme istituzionali per ridurre la spesa pubblica e bilanciare il divario tra i suoi stipendi e quelli degli altri organismi elettivi europei. Una purificazione che sembra non aver toccato la piccola realtà dell'Alto Adige, nella quale qualcuno ha ben pensato di farla franca. I vertici della Provincia, Presidente per primo, hanno disegnato a propria immagine e somiglianza degli stipendi commisurati al loro “grande impegno”, tutto teso a far marciare verso il sol dell'avvenire la “Azienda Provincia Spa”. Luis Durnwalder sostiene tra le righe del Corsera di oggi che “chi lavora va pagato, e pure bene”. Ma quanto va pagato? E chi giudicherà l'operato? A Bolzano vige l'autovalutazione e l'autoaccreditamento. Un affogato di presunzione e spudoratezza, in cui il Presidente della Provincia si pavoneggia addirittura di lavorare/guadagnare meglio del suo collega più povero trentino, di tutti i politici d'Italia, del cancelliere tedesco Angela Merkel, o addirittura del premier Prodi. Il Presidentissimo si sforza invano di argomentare l'impossibile fino a toccare qualche gaffe: prima inavvertitamente dà del bugiardo a Romano Prodi sostenendo “non credo che prenda così poco”, e poi chiede allo Stato di dargli più soldi. D'altronde, più quattrini per Prodi, più salari per i suoi amici! Davvero un bravo amministratore Durnwalder! Presenterò al più presto un'interrogazione alla Camera, per sapere se il Governo ha intenzione di intervenire sulla vicenda e definire meglio i tetti di spesa degli amministratori locali, ponendo qualche rimedio al deragliamento del Presidente della Provincia di Bolzano”.

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