di Hamza Roberto Piccardo, musulmano italiano

Riprendiamo questa lettera dell’amico Hamza Roberto Piccardo dal sito www.islam-online.it. La nostra solidarietà ai fratelli musulmani è scontata. Mancano però all’appello i responsabili delle religioni che sono maggioranza nel nostro paese. E quando chi può e dovrebbe non dice alcuna parola contro il razzismo antireligioso, gravi minacce si addensano all’orizzonte non solo contro la religione attaccata, in questo caso l’Islam, ma contro tutte le religioni, compresa quella di maggioranza. E’ già successo e succederà ancora se nessuno prende posizione.

Le scrivo sig. Presidente dopo che simili lettere ho scritto negli anni scorsi al Suo predecessore e ai ministri dell’Interno dell’attuale e del passato governo, su correlati argomenti, nella sincera convinzione che in democrazia il dialogo tra i cittadini e le istituzioni sia possibile, utile e necessario e nella pertinace convinzione che esista ancora, in questo nostro Paes,e una Costituzione e un ordinamento che sanciscano solennemente l’eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e il diritto al rispetto della loro dignità.
Il fatto è, sig. Presidente, che mi hanno dato pubblicamente del “tumore”! Si, non hanno detto che HO un tumore, ma proprio che SONO un tumore da estirpare prima che possa produrre metastasi. Invero sig. Presidente sono sano come un pesce (Deo gratias), ho cinque figli che stanno benissimo e se queste sono le mie metastasi, Iddio le conservi!
Questa orribile e del tutto erronea diagnosi non viene da un oncologo incapace ma da Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso il quale giustificando la persecuzione dei musulmani della città da parte dei Vigili Urbani mandati ad identificarli durante la preghiera congregazionale e la proibizione di utilizzare una struttura privata per celebrare il rito della festa del Sacrificio, avrebbe detto di averlo fatto perchè trattandosi di “un tumore che poteva degenerare in metastasi andava estirpato”. Gentilini non è nuovo a questo genere di esternazioni anni fa affermò che: ” I perdigiorno extracomunitari bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim, pim, pim col fucile” e un’altra volta che bisognava affondare i battelli dei clandestini a colpi di bazooka.
Sembrerà strano a Gentilini ma non sfugge di certo a Lei, sig. Presidente, che la nostra Costituzione garantisca la libertà religiosa e la nostra legge penale (art. 406 ) condanni la turbativa di funzione religiosa.
Ebbene sig. Presidente, se alcune amministrazioni comunali del Sud sono state dichiarate decadute per ragioni di connivenza mafiosa, mi domando se non si sia possibile far decadere personaggi come Gentilini e i suoi sodali per totale incompatibilità con la Costituzione della Repubblica. E, per prevenire, che è sempre meglio che curare, non si potrebbe aggiungere un altro titolo alla nota Carta che il Ministro Amato ha fatto redigere e che vuole sotto(im)porre alle comunità immigrate per ribadire il sistema valoriale su cui si basa la convivenza nel nostro Paese? Un piccolo segno di reciprocità, anche di un solo articolo che obbligasse i sindaci, e i prosindaci, d’Italia ad un profilo di civiltà e di rispetto della dignità di tutti cittadini e i residenti?(Il Dialogo)
Con viva cordialità

Hamza Roberto Piccardo, musulmano italiano

In allegato la lettera che scrissi al Presidente Ciampi nel 2005
qui di seguito rassegna stampa sulle affermazioni di Gentilini
In merito ai diritti negati ai musulmani gia’ nel 2005 scrivemmo

questa lettera al presidente Ciampi

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