La normativa sui lavori usuranti dovrà applicarsi anche alle pensioni degli italiani residenti all’estero. Ho buone ragioni per ritenere che lo sconto previsto dalla legge 247/2007 di tre anni sull’età pensionabile minima di anzianità sarà esteso anche ai cittadini italiani che abbiano svolto o stiano svolgendo lavori usuranti all’estero.
La legge prevede che lo svolgimento di attività usuranti dia diritto a uno sconto di tre anni sul requisito anagrafico per la pensione di anzianità. L’età minima rimane comunque 57 anni, mentre il requisito contributivo, che può essere perfezionato anche tramite il meccanismo della totalizzazione con i contributi versati all’estero, deve essere di 35 anni. I lavoratori destinatari di questo beneficio sono coloro che svolgono le attività individuate dal decreto del 19 maggio 1999 (lavori in galleria, scavi, lavori ad alte temperature o in spazi ristretti eccetera) e i lavori alle «linee di catena». Ricompresi anche i conducenti di mezzi pubblici pesanti. Inoltre, saranno agevolati i lavoratori notturni. Una commissione di esperti sta in questi giorni lavorando per definire meglio la platea, in particolare per quanto riguarda le attività notturne. Il decreto legislativo dovrebbe comunque arrivare entro il 31 marzo 2008.
Vale la pena chiarire che la legge 247/07 ha rivisto i requisiti per le pensioni di anzianità. Dal 2008 e fino al 30 giugno 2009 occorreranno per i lavoratori dipendenti 58 anni (59 per gli autonomi) e almeno 35 di contributi. È stato così cancellato l’innalzamento brusco di tre anni previsto dalla legge 243/04. Dal luglio del 2009 in poi l’età pensionabile si innalzerà gradualmente fino a raggiungere 61 anni nel 2013.
Si capisce dunque quanto sia importante per i pensionandi poter usufruire di un massimo di tre anni di sconto sull’età pensionabile.
Tuttavia se sul piano del diritto si può affermare che la normativa che disciplina i lavori usuranti rientra nel campo di applicazione dei regolamenti comunitari e delle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale, rimangono delle incertezze in ordine alla sua concreta applicabilità in particolare con riferimento alla documentazione che i lavoratori “usurati” ed i datori di lavoro all’estero devono fornire alle competenti gestioni pensionistiche italiane per la verifica dei requisiti.
Sarà compito della Commissione di esperti composta di esponenti delle istituzioni e delle parti sociali trovare una valida soluzione a queste problematiche affinché il diritto relativo all’anticipazione della pensione di anzianità possa essere applicato anche ai lavoratori italiani residenti all’estero.
Da parte mia mi impegnerò, come al solito, per tutelare gli interessi concreti delle nostre collettività emigrate.

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