Candidato deputato del Pdl

“Credo che la gente mi voterà, perché riconosce la mia coerenza e la mia esperienza”. A parlare è il deputato Giuseppe Angeli, candidato del “Popolo della Libertà” alla Camera. Per l’on. Angeli si tratta della seconda elezione, dopo quella del 2006 nella quale vise l’unico seggio della lista Tremaglia in tutto il mondo.
“Sono sempre stato di destra, ho sempre manifestato la mia gratitudine per quanto Tremaglia ha fatto per gli italiani all’estero. La gente mi conosce e sa come la penso”.
Angeli è contento perché il periodico “Libero”, in un articolo sul lavoro dei parlamentari italiani, lo ha messo al 26º posto tra i più lavoratori dei 630 deputati, primo tra i deputati eletti all’estero. Infatti, è tra i suoi colleghi di Montecitorio, colui che ha presentato il maggior numero di progetti di legge, di dichiarazioni e di interrogazioni, riguardanti temi d’interesse per gli italiani all’estero, come l’assistenza, l’insegnamento dell’italiano, la cittadinanza, ma anche su temi d’interesse per gli italiani in Italia, •perché lavoriamo per tutti e ci interessiamo dei problemi di tutti gli italiani, siano essi residenti in Patria o all’estero”.
TRIBUNA ITALIANA – Su quali temi intende lavorare se verrà rieletto?
Giuseppe Angeli – Prima di tutto sui temi sui quali abbiamo già iniziato un lavoro alla camera che poi è stato interrotto dalla fine della legislatura. Come ha scritto “Libero” e me ne vanto, sono il deputato eletto all’estero che ha lavorato di più. Tra l’altro ci sono progetti che ho presentato per una scuola argentina a Roma, per rendere più semplice la rivalida dei titoli universitari tra i due Paesi. Ho in cantiere altre 5 o 6 proposte di grande interesse per gli italiani all’estero che sono certo che potremo sviluppare col governo che presiederà Berlusconi. Certamente ci sarà una maggiore attenzione per gli italiani all’estero
T.I.- A proposito di Berlusconi, ci sono tante critiche nei suoi confronti qui all’estero.
G.A.- Le critiche le fanno quelli che non hanno progetti, che non hanno altro da dire, anche perché non hanno argomenti. Berlusconi è un grande imprenditore, ha saputo gestire la sua grande impresa. E davanti a una grande impresa, a un famiglia, o a un Paese, se non sei capace, non lo puoi gestire e fallisci. Berlusconi è un imprenditore, non come altri che ci sono che hanno vissuto tutta la vita della politica.
T.I.- Ma lei adesso è un politico…
G.A. – Ma io modestamente non ho bisogno dello stipendio di deputato per vivere. Lo faccio per passione, per servizio ai miei connazionali e non è certo un sacrificio da invidiare. Comporta tanti viaggi, stare lontani da casa, trascurare i propri interessi… Certo, se si fanno le cose come corrisponde. Se invece non si è presente al Parlamento, se non si lavora in commissione, se si va in giro per il mondo invece di stare a Roma a lavorare è un’altra questione. A proposito di questo, ho una proposta perché ci siano maggiori controlli sui lavori alla Camera.
T.I.- Spera di farcela un’altra volta ad essere eletto?
G.A. – Modestamente penso che qui a Rosario ma anche fuori da questa città nella quale vivo da tanti anni, mi conoscono. Sanno chi sono, cosa faccio e cosa ho fatto per la collettività e per la città. Tra l’altro ho costruito una scuola per mille alunni (la scuola della Famiglia Abruzzese che lui ha presieduto per molti anni, ndr), ho creato una holding che dà lavoro a quasi seicento persone qui e in altre città dell’Argentina, ho lavorato per anni in seno alla collettività, nella Famiglia Abruzzese, nel Comites e nel CGIE.
T.I.- Se vincerà Berlusconi, come saranno i rapporti con l’Argentina?
G.A.- Contrariamente a quanto vanno dicendo alcuni candidati, se vincerà Berlusconi i rapporti tra i due Paesi miglioreranno. Come dicevo prima, Berlusconi è intelligente ed è un imprenditore. In quanto tale saprà trovare in Argentina un partner per sviluppare i rapporti in tutti i campi, a cominciare da quello economico, perché questo è un Paese ricco, col quale si possono sviluppare tante iniziative.
T.I.- Nella prossima legislatura i 18 eletti all’estero lavoreranno insieme o continueranno ad andare in ordine sparso come è successo fino ad oggi?
G.A. – Dovremmo lavorare insieme. Mi ricordo che appena eletti, il presidente della Camera Bertinotti ci invitò a lavorare tutti insieme, ma poi non ci siamo riuniti nemmeno per prendere un caffè. Ma possiamo lavorare insieme. Ognuno ha la sua ideologia, il suo modo di pensare, ma dovremmo poter lavorare insieme, perché il nostro obiettivo, cioè lavorare in favore degli italiani all’estero, è lo stesso per tutti..

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