di Sergio Bagnoli

Partito in sordina nel 1996, oggi a più di dieci anni dal suo varo sta giungendo a conclusione il progetto, tanto caro ai paesi musulmani asiatici, con in testa l’Arabia Saudita, di islamizzare l’Albania, il povero stato dell’Adriatico meridionale che dovrebbe rappresentare nel delirio del fanatismo islamico il punto di partenza per la “ riconquista” dell’Europa, continente da dove i seguaci di Maometto furono in gran parte scacciati nel XV° secolo, soprattutto per merito della regina di Spagna, e da dove scomparvero quasi definitivamente all’inizio del novecento, quando i Balcani si emanciparono dal dominio turco. Approfittando della proverbiale povertà del “Paese delle Aquile” in maniera subdola prima poi sempre più sfacciata i ricchi emiri del Golfo Persico hanno iniziato a convincere le derelitte popolazioni albanesi ad accettare i loro petroldollari, usati certamente non a scopo di beneficenza ma con un fine ben chiaro: quello di costituire in Albania una sorta di quinta colonna dell’islam nel suo peregrinare alla conquista del Vecchio Continente. La guerra del Kossovo è stata paradigmatica in tal senso: in gran parte i cosiddetti “ patrioti” kossovari sono stati finanziati nell’acquisto di armi e nel loro equipaggiamento con i petroldollari dei principi sauditi che hanno pure finanziato la costruzione della grande moschea di Scutari, oggi completata. Il riconoscimenti acritico poi compiuto da gran parte dell’Unione europea verso la nuova entità statuale ha ulteriormente incoraggiato gli stati arabi che ora, utilizzando anche i loro servizi segreti, stanno sobillando pure le popolazioni della Bosnia- Erzegovina a porre fine all’esistenza di quella nazione, faticosamente nata dopo gli accordi di Dayton. La chiesa cristiana, sia quella cattolica che quella greco- ortodossa, dopo aver sottovalutato il problema sta ora rendendosi conto del pericolo ed ha lanciato l’allarme. Non è un mistero che tra i propugnatori dell’avanzata islamica nei Balcani esistano diversi estremisti ben intenzionati a condurre la Guerra Santa contro gli infedeli occidentali. In certi paesi dell’Europa centrale, come in Slovacchia ed in Romania questo pericolo è ben presente tanto che i governi di Bratislavia e Bucarest ben si sono guardati dal riconoscere l’indipendenza del Kossovo. Anche in Italia, nonostante i vari partiti di destra e di sinistra si siano affrettati a riconoscere l’indipendenza di Pristina sta aumentando la consapevolezza del pericolo, specialmente dopo che, con alcuni blitz di polizia ( quale quello dei giorni scorsi a Bologna) è stato appurato che nel nostro paese vari cittadini immigrati da paesi islamici stanno conducendo un’opera di proselitismo finalizzato alla formazione di paramilitari da inviare in Afghanistan od in Iraq a compiere atti terroristici contro i soldati occidentali colà presenti. Alcuni degli arrestati avevano infatti un passato di guerriglieri in Bosnia od in Kossovo pur non essendo mai stati cittadini dell’ex Jugoslavia o dell’Albania. Tantissimi sacerdoti e suore presenti nel povero paese che si affaccia sul Canale d’Otranto ci dicono che mentre tra le giovani donne albanesi serpeggia una certa simpatia per il Cristianesimo, tra gli uomini al di sopra dei 18 anni il messaggio vincente è quello dell’Islam. Probabilmente perché comunque il Corano assegna alla donna un ruolo subalterno in linea con quello assegnatole dal kanun il medioevale testo di leggi orali albanese, ancora molto seguito negli arretrati villaggi di campagna. Uscita sfinita e privata di ogni senso etico dalla dittatura di Enver Hoxa, la popolazione albanese, nella quasi totalità atea, si è trovata ad affrontare durissime prove di semplice sussistenza fisica ed è stata abbagliata dal malizioso messaggio che proveniva dai paesi arabi i cui emissari promettevano loro denaro e ricchezza in cambio della disponibilità ad abbracciare l’Islam. Inutile dire che molti sono caduti nella trappola. L’Europa ora è chiamata ad intervenire decisamente, ancorando stabilmente l’Albania ala civiltà occidentale ed ai suoi principi. Ne va della sua stessa sopravvivenza se non vorrà un giorno ritrovarsi i musulmani sotto le mura di Vienna come già accaduto nel passato.

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