“Se il testo del disegno di legge sul testamento biologico resterà lo stesso di quello uscito dalla commissione sanità del Senato, la mia opinione è che il Partito democratico dovrà esprimere un voto contrario, ferma restando naturalmente la libertà di coscienza dei singoli senatori”. E' quanto afferma il sen. Giorgio Tonini, responsabile dell' area Studi e Formazione del PD, in un intervento pubblicato oggi dal quotidiano “Europa”.
“Solo se saranno introdotte significative modifiche al testo, in particolare consentendo di includere nutrizione e idratazione artificiali nel testamento biologico, o quanto meno nell`alleanza terapeutica tra medico e paziente – prosegue il senatore del PD – sarà per noi senatori democratici possibile prendere in esame un diverso atteggiamento di voto. E' impensabile una risposta normativa generale e astratta, L`unica possibile risposta è quella affidata alla libertà del paziente: che è libertà responsabile nella solidarietà e non abbandono alla solitudine, solo se si esercita in un quadro di alleanza terapeutica col medico e di presa in carico da parte del sistema sanitario pubblico”.
“A questa conclusione ci ha accompagnato il comune punto di riferimento – spiega Tonini – l`articolo 32 della Costituzione, un articolo di sorprendente freschezza e lungimiranza, che ha avuto in Aldo Moro uno dei principali estensori e difensori nel dibattito in seno all`Assemblea costituente. Facendo propria la migliore tradizione personalista del costituzionalismo moderno, l`articolo 32 coniuga, in campo sanitario, il principio per il quale tutti hanno diritto alla salute, perché hanno diritto alla vita, ma «Nessuno può essere obbligato ad un trattamento sanitario», dice il comma 2, perché non si può invadere la sfera intima della corporeità, senza il consenso informato della persona interessata. Il corpo è sacro, come è sacra la vita. Solo la libertà della persona può rendere accessibile il corpo ai trattamenti sanitari a favore della vita”.
“Il patriottismo costituzionale è stato la risorsa del Pd, ma purtroppo non quella del Parlamento – conclude Tonini – Perché il centrodestra, nel costruire la sua posizione, non solo non si è ispirata alla Costituzione, ma ha semmai cercato di violarla o almeno di aggirarla. Al posto del patriottismo costituzionale, il centrodestra ha individuato, come sua fonte ideologica, lo «spirito concordatario», nel senso del Concordato del 1929, ossia prima che esso venisse assunto e filtrato dalla Costituzione: delega in bianco al mondo cattolico nella definizione delle norme in materia di etica familiare e bioetica, in cambio di una sostanziale rinuncia dello stesso a porre questioni di democrazia, o di etica civile e sociale. Uno schema «tecnicamente clerico-fascista», per riprendere una forte espressione di Dario Franceschini. Come tale alternativo alla visione del cattolicesimo democratico, che fece della Costituzione il luogo privilegiato del dialogo tra i valori e della ricerca comune di una sintesi più avanzata e più alta”.

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