“Il sen. Giuliano Barbolini ha illustrato oggi le ragioni dell'astensione del gruppo del PD nelle Commissioni riunite sul mandato al relatore”. Lo spiega il senatore del PD Walter Vitalia, relatore di minoranza sul provvedimento.
“Riteniamo positive – ha aggiunto – le modifiche introdotte prima al Senato, e poi alla Camera, al testo originario del Governo sul federalismo fiscale, frutto in grande parte del contributo del nostro gruppo. I punti principali sono: il Patto di convergenza tra i diversi territori nell'offerta dei servizi, con particolare riguardo alle zone meno dotate; la Commissione parlamentare che ha il compito di formulare osservazioni e di esprimere i pareri sui decreti legilsativi delegati; l'eliminazione di ogni riferimento improprio alla territorialità delle imposte, che avrebbe introdotto un pericoloso elemento di egoismo territoriale”.
“Restano però – ha proseguito – quattro punti irrisoli, che saranno oggetto di altrettanti ordini del giorno che presenteremo per l'Aula e che ci auguriamo possano essere approvati. E' necessario intervenire urgentemente per risolvere la grave crisi finanziaria degli enti locali, che impedisce loro persino di pagare le opere pubbliche già appaltate, se necessario con una sospensione temporanea e selettiva delle sanzioni per le amministrazioni costrette a non rispettare il Patto di stabilità interno per fare investimenti”. “Chiediamo al Governo – ha aggiunto – di rispettare l'impegno più volte preso a presentare con urgenza il ddl relativo alla Carta delle autonomie locali. Entro quattro mesi, e quindi in anticipo rispetto al primo decreto legilsativo che dovrà essere adottato entro un anno, chiediamo che il Governo presenti il quadro generale delle simulazioni nella distribuzione territoriale delle risorse determinate dalla legge”.
“Proponiamo – ha concluso Vitali – in conformità con un ordine del giorno già approvato alla Camera, di accelerare la discussione sul Senato federale e sul superamento del bicameralismo perfetto nel quadro della conferma della forma di governo parlamentare, prendendo le mosse dal ddl Violante approvato dalla Camera nella scorsa legislatura”.

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