Che la Costituzione vada migliorata e rimordenata e’ sulla bocca di tutti. Non ultimo l’appello del Presidente Napolitano: ” La Costituzione non e’ intoccabile”

La prima parte della Costituzione e’ la piattaforma della democrazia italiana ed e’ intoccabile, questi sono i diritti e doveri fondamentali che vanno dall’articolo primo “sovranita’ del popolo” all’articolo 54 “fedelta’ d’ogni cittadino alla Repubblica, all’osservanza della Costituzione e le sue leggi” Detto questo i conflitti costituzionali avvengono quando il legislatore si accinge a ristrutturare e riadeguare la seconda parte alla prima. Un esempio di conflittualita’ costituzionale e di ristrutturazione e riadeguamento dei giorni nostri e in particolare di noi italiani all’estero e’ stata la modifica dell’articolo 48 in occasione del voto all’estero.(legge Tremaglia 459/2001)

Prima della riforma l’articolo narrara pressapoco cosi: [ sono elettori tutti i cittadini in accordanza con gli articoli 56/57, uomini e donne che abbiano raggliunto la maggiore eta’. Il voto e’ personale ed eguale, libero e segreto. E’ previsto il rientro in Madre Patria dei cittadini italiani residenti all’estero.] E fin qui nessun conflitto, a parte l’impossibilita’ e l’eccessivo costo di molti residenti all’estero per il rientro. Il voto non era uguale. Conflitto risolvibile con il voto per corrispondenza esistente in molti paesi. Dopo la modifica dei tre articolo [ 48/56/57] invece la seconda parte dell’articolo 48 narrava pressapoco cosi: [ la legge stabilisce requisiti e modalita’ dell’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero e n’assicura l’effettivita’. A tale fine e’ istituita una circoscrizione Estero per l’elezioni delle Camere (12+6) ]

Un incostituzionalita’ non percepibile a prima vista. Ma quando andiamo ad analizzare l’egualita’ dell’eserzio del voto, costatiamo che i 18 parlamentari eletti all’estero non rispecchiano il numero dei deputati e senatori nazionali i quali sono eletti a suffragio universale e diretto. Ergo il voto all’estero e’ limitato ad un numero irrisorio di parlamentari (un terzo ) e in conflitto con la terza parte dell’articolo 48: [ il diritto di voto non puo’essere limitato se non per incapacita’ civile (incapacita’ di intendere e volere dichiarata giuridamente) o per effetto di sentenza penale irrevocabile ( l’emigrazione non e’ un espulsione ma una condizione sociale ) o nei casi d’indegnita’ morale ( gli italiani all’estero non sono mai stati imprenditori falliti, appartatenti alla Casa Savoia ( XII disp. Finale Cost.) o immigrati con divieto di permesso di soggiorno) ].

Non sono un costituzionalista ma solo un appasionato di conflitti costituzionale e sono attaccato alla Costituzione come i cristiani lo sono per i vangeli. Ovvero, la leggo! Compito essenziale del legislatore a mio parere, dovrebbe essere quello di costruire dei pilastri, finestre, porte e tetti ristrutturati e riadeguati alla prima parte della Costituzione. Costruire una finestra o porta anomala come nel caso della modifica dell’articolo 48, potrebbe incidere incostituzionalmente sui diritti e doveri di tutti i cittadini, innanzitutto per gli italiani all’estero e il loro diritto al voto. Dico questo perche’ corrono voci di una possibile ri-modifica della Legge Tremaglia (459/2001) Che ben venga la completa cancellazione con un ritorno al vecchio sistema, ma il voto per corrispondenza non va toccato o ritoccato, caso mai andrebbe esteso a tutte le tornate elettorali. Aprire altre “finestrelle “ per salvare la legge, non farebbe che peggiorarla ulteriolmente, con una spaccatura irreversibile di relazioni tra l’Estero, la Madre Patria e il Made in Italy.

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