CINQUE EMENDAMENTI DELL'ON. BUCCHINO AL DDL SICUREZZA SU PREVIDENZA, ACCORDI
BILATERALI, CITTADINANZA, ESPULSIONI E TUTELA DELLA SALUTE

L'On. Gino Bucchino ha presentato 5 emendamenti, firmati anche da altri
parlamentari del PD, al Disegno di legge sulla Sicurezza pubblica che
riguardano la previdenza per gli immigrati, la cittadinanza, le espulsioni e
la tutela della salute, il finanziamento degli accordi bilaterali di
sicurezza sociale con i Paesi di provenienza degli immigrati.

Gli emendamenti saranno in questi giorni discussi dalla Commissioni
parlamentari competenti. Illustriamo molto sinteticamente i contenuti degli
emendamenti dell'On. Bucchino.

L'emendamento sulla previdenza per gli immigrati modifica l'attuale Testo
Unico dell'immigrazione ove prevede che i lavoratori extracomunitari i quali
rimpatriano nei loro Paesi di origine conservano i diritti previdenziali e
di sicurezza sociale maturati e al compimento del 65mo anno di età possono
goderne indipendentemente dalla vigenza di un accordo di reciprocità anche
in deroga ai requisiti minimi contributivi previsti dal Sistema
Contributivo. L'emendamento estende la deroga anche al Sistema Retributivo.

L'emendamento sulla sicurezza sociale ha come obiettivo l'utilizzo del
gettito derivante dalla tassa di 200 euro a carico dei cittadini
extracomunitari sulle istanze di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o
concessione della cittadinanza italiana, per garantire il finanziamento
degli accordi bilaterali di sicurezza sociale con i Paesi di provenienza
degli immigrati e che lo Stato italiano da anni non stipula per mancanza di
fondi.

L'emendamento sulla cittadinanza intende rendere esplicita la facoltà di
mantenere la cittadinanza straniera in seguito all'acquisizione per
matrimonio di quella italiana.

L'altro emendamento sulla cittadinanza estende il beneficio della riduzione
dei termini per l'acquisizione della cittadinanza italiana prevista per il
coniuge straniero di cittadino italiano in presenza di figli nati dai
coniugi, anche in presenza di figli adottati.

Infine l'emendamento che modifica l'articolo 19 del Testo Unico
sull'immigrazione, estende da sei mesi ad un anno il periodo previsto dalla
legislazione vigente durante il quale non è consentita l'espulsione dei
soggetti interessati dal provvedimento. Si ritiene tale estensione
ragionevole e necessaria per tutelare la salute delle donne immigrate
incinte o che hanno partorito da poco e delle loro famiglie.

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