“Un po’ di fantapolitica al giorno toglie di torno, il legislatore di turno”

L’informatica al servizio del cittadino, potrebbe presto garantire la democrazia diretta e rapporto diretto tra legislatore ed elettore. Non sarebbe fantastico se un domani tutti i cittadini europei in ogni paese, potessero votare seduti a casa a tutte le tornate elettorali? Al momento in Europa, parebbe sia solo l’Estonia (ex repubblica sovietica) ad usufluirne al 100%. Bastrebbe cosi poco, una banca dati di tutti i cittadini con dei codici individuali, come quello fiscale.Un qualsiasi programmatore informatico con le dovute qualifiche, potrebbe creare un sistema semplice e a prova di brogli, gestito da Giunte delle Elezioni a livelli nazionali e locali.

In altre parole un voto segreto al 100%. Sulla segretezza del voto si e’ parlato molto nella due ultime tornate elettorali, in particolar modo quelle svolte all’estero. Un voto per corrispondenza gestito male da terzi, con nessuna garanzia di verifica dell’avvenuta spedizione. Un operazione questa che ha suscitato molti malcontenti e allarmi giustificatissimi, raccolte organizzate, voti venduti, delegati ad enti e a privati Il voto e’ ancora segreto? Direi proprio di no! Pensiamo alle ultime primarie (fai da te) da destra e sinistra, dove milioni di cittadini hanno espesso pubblicamente il loro consenso a quello o quell’altro partito. Dove sta la segretezza?

Il voto e’ dovere civico narra l’articolo 48, ma la segretezza e’ solo una formalita’ a quando pare. In quei paesi europei come l’Inglilterra dove il voto e’ un diritto d’ogni cittadino ed esiste gia’ il voto delegato a terzi si da poca importanza alla segretezza. Pensiamo ai referendum popolari, costono molto e c’e’ sempre il rischio del non raggiungimento del quorum, pensiamo alle riforme costituzionali, dove occorrono i due terzi del parlamento, anche qui va detto si corre sempre il rischio di fallimento. Il voto elettronico, e’ un mezzo velocissimo che garantirebbe al cittadino il potere sovrano, diritto garantito dall’articolo primo della Carta Costituzionale. Laddove il legislatore non e’ in grado di adempiere alle riforme di larghe intese ci pensera’ il cittadino, con il voto elettronico.Messo a disposizione del cittadino potrebbe facilitare anche la raccolta delle firme relative agli articoli 71/75 e la loro attuazione immediata. Altresi farebbe risparmiare milioni se non miliardi di euro allo Stato, ovvero al cittadino. Il voto elettonico e’ l’unico sistema libero, eguale, individuale ma sopratutto segreto.

E per coloro che non fossero informatizzati? Beh lo potrebbero delegare a terzi di fiducia, i parlamentari italiani per decenni ne hanno fatto un uso indebito, che Fini il presidente della Camera, per porre fine ad una anomalia molto in voga, da destra e sinistra e’ stato costretto ad installare un sistema di voto digitalizzato. Ragionando sempre per assurdo e con il fantapoliticamente corretto, con questo sistema elettronico (che diciamo sempre per assurdo gia’ in vigore) l’italiano all’estero munito dei suoi codici personali potrebbe facilmente votare dall’estero, senza recarsi in Italia. In questo modo si re-istauerebbe quell’anello mancante dell’evoluzione dell’italianita’ nel mondo. Un ponte diretto con le proprie radici e l’amor patrio. Quando si parla di democrazia diretta e sovranita’ popolare si parla innanzi tutto di Costituzione. E’ una parola (purtroppo) che ultimamente per convenienza sta ritornando sulla bocca di molti politicanti all’ultimo grido.

Ogni riferimento all’attuale sistema elettorale italiano e’ da ritenersi puramente casuale.

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