di Tommaso Merlo

I giovani del Pd li mettono su un treno invece che nelle liste elettorali. Gita premio per le eterne promesse delle scuole politiche. Quei luoghi a pagamento dove si apprende il mestiere. Come se fossero le nozioni burocratiche o la lettura di qualche classico a fare un uomo politico. Come se certe cose si apprendessero a scuola. Ma siamo nell’era dell’X factor, e una chance non si nega a nessuno. O meglio, un’illusione non si nega a nessuno, soprattutto non gratis. Sembra, infatti, che anche la politica, come il giornalismo o la letteratura, sia entrata nel business dei sogni nel cassetto. In ambiti in cui si opera da secoli con alterne fortune senza che nessuno si sia mai avvalso del cosidetto pezzo di carta, e’ arrivata l’accademia. Del resto il business e’ business e dove c’e’ una domanda arriva l’offerta.

La domanda e’ quella degli aspiranti politici convinti forse che la conoscenza di un potente non basti piu’, ma serve punteggio e titoli. E che ritengono qualche rinomato professore capace di insegnargli i segreti della lungimiranza, della caratura morale, del talento politico o meglio dell’X factor. Quello che fa scattare la molla del consenso o piu’ meschinamente dia l’accesso a qualche poltrona. Del resto sognare e’ un diritto e i 400 giovani del Pd hanno il diritto di sperare che alla prossima stazione li attenda la chiave dell’olimpo partitocratico italiano. Nel frattempo a Roma con un workshop di tre giorni i big del centrodestra scaldano i motori delle aspiranti carfagne, e il Pd manda a Bruxelles un’armata guidata da Luigi Berlunguer, 77 anni, Sergio Cofferati 61, Rita Borsellino 64 e via discorrendo. Tutta gente che non ha fatto scuole di politica e nemmeno l’inter-rail ma evidentemente soddisfano il realismo politico di chi oggi conta davvero. Quanto al popolo non puo’ che accontentarsi o attendere tempi migliori.

www.tommasomerlo.ilcannocchiale.it

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui