E’ iniziato ieri in Commissione affari costituzionali il dibattito sulle “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” del Governo, noto come decreto sicurezza. L’on. Franco Narducci ha presentato tre emendamenti all’art. 45 tesi a cancellare alcune norme che hanno solo il sapore dell’accanimento contro gli immigrati e lontane dalla nostra tradizione che è sempre stata nel senso di un umanesimo attento alla dignità della persona. Gli emendamenti presentati da Narducci mirano, infatti, a sopprimere al comma 1 dell’art 45 le lettere b, f e t.

Soppressione lettera b del DDL: la lettera prevede che la richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno sia subordinata al versamento di un contributo da fissarsi con decreto del Ministro dell’economia, di concerto con il Ministro dell’interno, tra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro, mentre attualmente il costo del rilascio del permesso di soggiorno è di circa 72 euro ed è finalizzato alla mera copertura dei costi di erogazione del servizio, analogamente a quanto avviene per il rilascio del documento d’identità ai cittadini italiani. La modifica introdotta dal disegno di legge appare quindi discriminatoria e irragionevole.

Soppressione lettera f del DDL: modificando l’art. 6 del testo unico sull’immigrazione, si rende incerta la possibilità di compiere atti riguardanti lo stato civile e l’accesso ai servizi pubblici agli stranieri che non abbiano il permesso di soggiorno. La norma conseguenzialmente impedirebbe la registrazione della nascita di figli di cittadini stranieri irregolari e, in barba alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 e l’art. 31 della Costituzione, scoraggia, di fatto, la protezione del minore e della maternità.

Soppressione lettera t) del DDL: abrogando l’art. 35, comma 5 del testo unico sull’immigrazione si rende possibile la segnalazione alla polizia da parte del personale medico e delle strutture sanitarie dello straniero privo di permesso di soggiorno che chieda di essere curato.

“A parte la discussione sul diritto ad essere curati che andrebbe difeso – ha commentato Narducci – non riesco a capire come il Governo non valuti le conseguenze di carattere epidemiologico che potrebbero derivare da una tale disposizione anche di fronte al pericolo di nuove epidemie che dovrebbero essere stroncate al loro insorgere. Ma cosa ci possiamo aspettare da un Governo che lascia in balia delle onde, su una nave naufraga, due donne incinte di cui una già cadavere? Non è omissione di soccorso? Dov’è finita la pietas umana tipicamente latina? Spero che ci sia un ravvedimento e si riconsiderino le decisioni prese. Si lasci che i medici, mantenendo fede al giuramento di Ippocrate, guardino il malato semplicemente come una persona da curare e non come un nemico da cacciare”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui