“Il Ministero degli Esteri non dice tutto circa le chiusure delle sedi della rete consolare”. Questo il commento dell'On. Marco Fedi, parlamentare del Partito Democratico, che, insieme al suo collega On. Gino Bucchino, ha posto un'interrogazione a risposta scritta al Ministro degli Affari Esteri in merito alla preannunciata chiusura delle sedi consolari tedesche di Norimberga, Hannover, Saarbrüken, tali da costituire – osserva l'On. Fedi – “un danno ai rapporti politici, economici, culturali e commerciali esistenti con il nostro Paese”. Inoltre, ciò produrrebbe il conseguente accorpamento in altre sedi consolari del personale impiegato nelle sedi chiuse. Il personale “verrebbe sradicato, con i propri familiari, dalla realtà socio-lavorativa che ha caratterizzato finora il suo rapporto di lavoro con il Ministero degli Affari Esteri, per essere probabilmente trasferito in sedi (Monaco di Baviera, Amburgo) non in grado di assorbire logisticamente gli stessi trasferimenti”. I parlamentari del PD hanno pertanto chiesto quali garanzie il Ministero voglia offrire in merito al mantenimento dell'erogazione dei servizi alla comunità italiana e alla sicurezza del posto di lavoro del personale a contratto. Inoltre, l'On. Fedi fa notare come “ai sensi del comma 404, articolo 1, della legge Finanziaria del 2007, non esistono altri obblighi normativi che prescrivono nuovi obiettivi di risparmio da raggiungere mediante la chiusura di sedi consolari”, ma che anzi i risparmi operati nel rispetto di tale comma di legge, stando alla Farnesina, “sono stati utilizzati per aumentare l’ISE del personale in servizio all’estero”.

Il Sottosegretario Sen. Alfredo Mantica, rispondendo all’interrogazione, ha confermato le parole dei due parlamentari eletti all’estero ed ha ammesso che “il legislatore non ha dettato nuovi, specifici obiettivi di risparmio”. Tuttavia, il Sen. Mantica avverte che “nei prossimi tre anni, nell’ottica generale del contenimento della spesa pubblica, sono previste consistenti riduzioni sui capitoli di pertinenza del MAE”. Ma è lo stesso Sottosegretario a riconoscere – evidenzia l'On. Fedi – che si stanno registrando “crescenti esigenze di carattere internazionale, con un conseguente aumento dei carichi di lavoro per il personale in servizio all'estero”. “Per non parlare dei crescenti e continui impegni di carattere elettorale”.

Per quanto concerne la tutela dei posti di lavoro, il rappresentante del Governo assicura che nella riallocazione del personale si è sempre seguito il dettato di legge e che i dipendenti “sono stati finora ricollocati in sedi – ove presenti – all'interno del Paese, dove già prestavano servizio”, verificando “preventivamente l'interesse e l'idoneità delle sedi di destinazioni ad accogliere il personale da ricollocare”.

In merito alle prossime decisioni inerenti la ristrutturazione della rete, il Sen. Mantica spiega che “è in corso una riflessione sul migliore utilizzo che potrà essere fatto di tali scarse risorse, di cui non si mancherà di comunicarne gli esiti”.

“La risposta del Sottosegretario Mantica – commenta l'On. Fedi – non è rassicurante. Si prefigurano nuovi tagli alla rete consolare e di conseguenza nuovi trasferimenti di personale, pur ammettendo che non sono imposti dai vincoli di bilancio del Ministero. Peccato. Il Governo ha perso l'opportunità di fare chiarezza su una questione così delicata da investire il livello dell'offerta di servizi agli italiani nel mondo e le condizioni di lavoro e di vita dei dipendenti della nostra rete consolare. Mi chiedo – conclude il parlamentare del PD – se, invece che attraverso una politica di tagli, i rigorosi vincoli di bilancio imposti al Ministero degli affari esteri non possano essere fatti rispettare adottando una più oculata e attenta politica di contenimento delle spese ed una maggiore coerenza con i criteri di gestione economica del personale inviato all'estero, limitandone di conseguenza gli effetti sulla rete consolare che deve invece rispondere ai bisogni delle nostre comunità”.

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