Riforme Costituzionali:”il Premier votera’ si al referendum, che indebitamente gli dara’ piu’ poteri”

Il Presidente del Consiglio, dimentica la Legge Costituzionale 24-1-1997” C’e’ pero’ una corsia preferenziale per il Premier italiano di cambiare la Carta Costituzionale a proprio uso e consumo, senza spendere una marea di parole inutili in parlamento, raccolga 500 mila firme, per avere poteri assoluti e consulti direttamente il popolo, con tutti i consensi che ha dovrebbe essere una passeggiatina, a condizione che se dovesse perdere per la seconda volta, si ritiri a vita privata.

Articolo 138: (1) “ Le leggi di revisone della Carta Costiituzionale e le altre leggi costituzionali[ ] sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. (2) Le leggi stesse sono sottoposte a referemdum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o 500 mila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non e’ prolungata se no e’ approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge e’ stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.

Anche se il referendum popolare del 21 giugno (riforma del sistema elettorale) dovesse passare, l’articolo 138 restera’ lo spauracchio dei futuri dittatori I nostri padri costituenti, onde evitare l’istaurarsi di nuovi regimi, vollero istituire una seria di provvedimenti legislativi di democrazia diretta [ art: 50/71/75/138 ] Il Premier ha ragione quando sostiene che nella Carta Costituzionale non c’e’ un articolo che gli vietasse di cambiare la Costituzione senza l’opposizione. Quest’articolo n’e’ la prova. Facendo un calcolo di semplice matematica le opposizioni tutte, nelle passate legislature, hannno fatto poco uso di questi provvedimenti legislativi di democrazia diretta in primis l’articolo 138, dimenticando che il popolo grazie a questi articoli ha ancora la Sovranita’. Sia il Premier sia il Capo dell’opposizione dimenticano poi la Legge Costituzionale 24-1-1997, che istitui’ la Commissione Parlamentare per le Riforme Costituzionali. In particolare, la legge prevede che la legge di revisione costituzionale, una volta approvata in via definitiva dall’assemblea, debba essere sempre sottoposta a referendum popolare confermativo entro tre mesi dalla pubbicazione. Come si evince la legge Costituzionale del 1997 annulla la seconda parte dell’articolo 138. Un caso l’abbiamo avuto nel 2006, quando ci fu il referendum confermativo sui potreri speciali del Premier e il federalismo fiscale, e furono bocciati dal popolo e come se non bastasse perse anche le elezioni. Il Premier senza l’opposizione non avra’vita facile, per una sua presunta dittatura bianca o padronanza dell’intero paese. C’e’ pero’ una scorciatoia per il Premier italiano di cambiare la Carta Costituzionale a proprio uso e consumo, senza spendere una marea di parole innutili in parlamento, raccolga 500 mila firme per avere poteri assoluti e consulti direttamente il popolo, con tutti i consensi che ha dovrebbe essere una passeggiatina, a condizione che se dovesse perdere per la seconda volta, si ritiri a vita privata.

Ma si faccia anche per il federalismo fiscale, Lodo Alfano, riforma elettorale unificata e paritaria per l’estero e abolizione dell’articolo 68. Quest’ultimo ha fatto dell’Italia il paese piu’corrotto del mondo.

Da Londra Carmine Gonnella

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