“Questo non è il primo e non sarà, ahimè, l’ultimo, dei provvedimenti targati sicurezza a cui maggioranza e Governo stanno cercando di abituare il Paese. È possibile parlare delle norme contenute in questo provvedimento entrando unicamente nel merito delle stesse ed eliminando ogni considerazione di carattere etico, morale, valoriale? “Non è possibile, poiché dobbiamo affermare – oggi, con chiarezza, da questa parte politica – che in un frenetico scomporre e ricomporre le norme, in questo provvedimento ancora prevalgono logiche che sono distanti da una visione del mondo che avvicini le distanze, le culture, le lingue, le religioni, che punti all’integrazione dei migranti, che favorisca una nuova cultura dell’accoglienza”. “Perché su questi temi si misurano oggi nel mondo – non solo in Italia – le capacità del nostro sistema globale, fatto prevalentemente di interessi economici, di rispondere anche alle aspirazioni di vita di una umanità in movimento. Lo ha raccontato bene la storia dell’emigrazione italiana nel mondo. Essa è stata capace di rendere il meglio, in termini di integrazione economica, sociale e culturale quando ha incontrato politiche di integrazione. Nei momenti di razzismo e di xenofobia, che nascevano da politiche discriminatorie e da crisi economiche, le nostre comunità nel mondo hanno subito le contraddizioni di sistemi economici che – quando in crisi – penalizzavano sempre i più deboli, cioè i migranti. Quando in crescita non riconoscevano a sufficienza l’apporto degli immigrati. Di sistemi sociali e culturali che – quando in crisi – confondevano i temi della sicurezza e dell’immigrazione. “Di sistemi che quando in crisi – come sta avvenendo in tanti Paesi – riducono i flussi migratori, limitano l’accesso a tanti diritti, introducono inutili balzelli” – ha rilevato l’On. Marco Fedi in concomitanza con la discussione generale sul disegno di legge “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica” (approvato dal Senato) (A.C. 2180-A).

“In questi mesi abbiamo avuto norme stralciate dal decreto sicurezza e inserite in questo disegno di legge, come la norma sulle associazioni di cittadini o ronde civiche”. “Abbiamo avuto norme eliminate dal disegno di legge, come quelle che imponevano ai medici la denuncia degli immigrati non in regola con il permesso di soggiorno”. “Abbiamo avuto norme che prevedevano il reato di immigrazione clandestina, poi modificate”. “Abbiamo avuto norme bocciate nel decreto sicurezza e riapparse nel disegno di legge, come quella che prolungava il periodo di detenzione nei centri di accoglienza”. “Rimane una grande questione aperta, politica, ma anche intrinsecamente legata al nostro sistema di valori: è ragionevole pensare di intervenire con un singolo provvedimento su questi temi?”. “Misure per contrastare l’immigrazione clandestina, con norme di carattere amministrativo che introducono balzelli per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno”. “Misure per contrastare la criminalità, confuse con norme per allungare i tempi di permanenza nei centri di detenzione”. “Non è solo una questione di metodo”.

“È una questione politica”. “L’emergenza che la maggioranza evoca ogni giorno confonde materie tra loro diverse, confonde cause ed effetti, dati reali e fatti di cronaca”. “Soprattutto, e questo è il danno più grave, allontana la possibilità di un autentico e mirato dibattito sui contenuti che andrebbero discussi con maggiore serenità, senza vincoli di emergenza ed ancorando la discussione a punti fermi del nostro panorama politico” – ha concluso l’On. Fedi.

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