di Bruno Gambardella

Alla fine, ancora una volta, in Italia potrebbe essere la massima magistratura, la Corte Costituzionale, a doversin pronunciare sull’annosa questione delle unioni tra gay.
In assenza di una legge, il Tribunale di Venezia ha rimesso alla Consulta il problema sostenendo che il nostro ordinamento in almeno quattro punti potrebbe violare principi fondamentali della nostra Carta: parità, uguaglianza, diritto alla famiglia e potestà legislativa.
La vicenda ha origine dal ricorso di due uomini cui l’ufficiale di stato civile del Comune di Venezia ha rifiutato di procedere alla pubblicazione delle nozze. Tale azione, coordinata da un pool di avvocati impegnati nella difesa e nell’allargamento dei diritti civili, è stata proposta da un’altra ventina di coppie in tutta Italia nella convinzione che, prima o poi, un tribunale avrebbe interessato la Consulta.
Se la Corte Costituzionale dovesse accettare di pronunciarsi su di una questione che, al momento, non è regolata da legge ordinaria sarebbe un fatto assolutamente rilevante. Dopo la sentenza che ha smontato i pezzi più significativi della famigerata legge 40 sulla procreazione assistita, per la seconda volta la magistratura (seppure quella costituzionale) opererebbe un intervento significativo in tema di diritti civili.
Chi scrive non può che essere soddisfatto per un dato che assume un’evidenza straordinaria: la nostra Costituzione si conferma tra le più civili ed avanzate del mondo libero. Il problema del nostro Paese sta però tutto nel fatto che certe sentenze non nascono tanto dal peso e dal prestigio del potere giudiziario quanto nei difetti del legislatore.
E’ troppo chiedere alla nostra classe politica di rinunciare alle solite genuflessioni e ai baciapantofole vaticane per dotare il nostro Paese di una legge che non nasca solo sotto la pressione della magistratura? Non ho motivi di particolare risentimento nei confronti dei giudici di qualunque ordine e grado, ma da cittadino di uno Stato democratico posso pretendere che siano i miei rappresentanti in Parlamento a legiferare sui temi dei diritti civili? (ildialogo.org)

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