Con Ordinanza appena emessa, il GIP del Tribunale di Roma dr. Frigenti ha chiuso a favore dell’On. Narducci la vicenda che lo aveva toccato a causa di una querela contro di lui presentata dall’Avv. Longo, del foro di Dobbiaco.

Costui aveva accusato l’On. Narducci, davanti alla Procura di Roma, di averlo diffamato e di aver utilizzato in modo non lecito la propria casella di posta elettronica da parlamentare, in relazione ad una e-mail che il Deputato stesso aveva inviato a vari esponenti delle ACLI in Svizzera (organizzazione ben radicata su quel territorio e dalle cui file l’On. Narducci proviene) onde renderli edotti della notizia, riportata dalla stampa, di una condanna penale in I grado da parte del tribunale di Udine, subita dall’avv. Longo per reati in danno di proprio cliente.

In realtà l’On. Narducci si era limitato a trasmettere copia della pagina del giornale il Messaggero Veneto che riportava tale notizia, ricordando che il Longo era ben noto in Svizzera per le proprie forti campagne di stampa contro le strutture consolari italiane, durate per mesi.

Viceversa il PM aveva chiesto l’archiviazione del caso non ravvisando integrato il delitto di diffamazione e poi il GIP, davanti al quale l’On. Narducci era doverosamente comparso di persona (assistito dal difensore Carlo Golda di Genova) senza farsi scudo dell’insindacabilità parlamentare, a seguito di opposizione all’archiviazione da parte del Longo, all’udienza 11-2-10 ha confermato tale decisione e scagionato l’On. Narducci da ogni accusa per qualsiasi reato anche diverso dalla diffamazione, conformemente anche alle richieste e produzioni della sua difesa, che evidenziavano quantomeno l’assoluto interesse della comunità italiana in Svizzera e il conseguente dovere anche etico e politico del parlamentare, eletto nel collegio estero e ivi residente, di divulgare l’articolo di stampa.

E ciò tanto più laddove si considerasse che l’avv. Longo risultava già gravato da precedente condanna definitiva della Cassazione italiana, sempre per reati in danno di altro proprio cliente, nonché soccombente in altra iniziativa giudiziaria civile da lui intrapresa contro un funzionario diplomatico italiano già operante in Svizzera.

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