Sergio Bagnoli

Ormai, in tempi di crisi economica globale, la nuova linea politica delle amministrazioni leghiste di alcuni dei più opulenti comuni della Padania è chiara: una sistematica azione di “ mobbing” istituzionale contro gli scolaretti della scuola primaria di origine extra- comunitaria, sia pur figli di persone regolarmente soggiornanti nel nostro paese, al fine di “ consigliare” ai loro genitori di cambiare al più presto aria e tornarsene, cosa che sarebbe assai gradita in buona parte del Veneto di terraferma e nel bresciano, chi in Marocco, chi nell’Africa sub-sahariana, chi in Albania. Ovviamente per evitare di essere tacciati di razzismo la medesima linea dell’esclusione si applica anche contro un numero limitato di famiglie comunitarie ed italiane aventi in comune con gli extra- comunitari la medesima caratteristica: quella di essere numerose e povere. Povertà e provenienza da nazioni meno sviluppate non sono cose gradite al Nord- Italia. Come possono pretendere di sedersi alla medesima tavola imbandita di tanti padani quegli italiani in condizioni economiche svantaggiate, il cui tenore di vita assomiglia così tanto a quello degli albanesi e dei marocchini, si sono chiesti i bravi sindaci leghisti forti del consenso a loro espresso in percentuali “ bulgare”dai laboriosi padani. Che vadano a vivere pure loro nel terzo mondo! Si è iniziato con la giunta di Montecchio Maggiore il cui sindaco, camicia verde convinta, ed il compagno di partito Assessore ai servizi sociali, sono due donne alla faccia del buonsenso femminile, hanno deciso che i bambini provenienti da famiglie non in grado di pagare la retta relativa alla mensa scolastica, dovessero essere sfamati a pane ed acqua, come i galeotti al tempo della “ Serenissima Repubblica di Venezia”. Tra di loro tantissimi sono i bambini extra- comunitari, ma alcuni sono italianissimi, a cui non è stata risparmiata questa cocente umiliazione di fronte ai propri compagni di classe. Per fortuna è intervenuta la Dirigenza scolastica che ha sollecitato le famiglie che ancora credono in certi valori morali come la solidarietà ad educare i propri figli a condividere il proprio pranzo in mensa con i compagni di scuola costretti a pane ed acqua affinché il ricco Epulone stavolta dia qualcosa in più di una briciola al povero Lazzaro. La Caritas di Vicenza poi è intervenuta chiedendo al comune di Montecchio Maggiore, il paese di Giulietta e Romeo, di poter farsi garante del pagamento della mensa a favore di quelle famiglie povere che non possono affrontare certe spese. Ad Adro, nella ricca Franciacorta in provincia di Brescia, invece, per ordine del sindaco leghista Oscar Lancini, i piccoli provenienti da famiglie non in grado di pagare la mensa scolastica dovevano essere fatti uscire da scuola per poi rientrare nel pomeriggio. Era un ordine illegittimo giacché una legge del 2007, Lancini ha sottolineato che trattasi di una legge voluta dal governo Prodi, prevede che il tempo trascorso in mensa sia a tutti gli effetti orario scolastico e che dunque sia impossibile imporre a qualche minore di uscire e rientrare durante lo stesso. Molte delle famiglie morose sono di origine marocchina od albanese e sono monoreddito. Il padre, spesso unico lavoratore del nucleo, si trova in cassa integrazione e non può far fronte a certe spese se vuole continuare a pagare l’affitto dell’alloggio abitato insieme ai suoi cari. Questa famiglie però non possono rivolgersi neppure ai servizi sociali giacché ad Adro i bonus a favore dei bisognosi vengono concessi solamente agli italiani ed ai comunitari. Ora un accordo è stato trovato: le Acli di Brescia pagheranno le rette dei non solventi sino al termine del corrente anno scolastico; da settembre però nessuno è in grado di prevedere cosa succederà. Nel paese termale di Angolo Terme, sempre provincia di Brescia, invece, dal trenta Novembre 2005, le famiglie extra- comunitarie pagano il servizio di scuolabus anche il doppio rispetto alle famiglie italiane e comunitarie. A queste ultime infatti viene applicato uno sconto sulla tariffa del servizio proporzionato agli anni di residenza nel comune della Val Canonica. Ovviamente per gli extra- comunitari non c’è nessun tipo di sconto: se ci fosse, infatti, chi pagherebbe il servizio anche per gli italiani o per i polacchi e romeni i cui figli frequentano le scuole primarie ad Angolo? Queste sono ordinarie storie di discriminazione diffuse nella ricca Padania del terzo millennio. Ciò che è più odioso, affermano negli uffici della Cgil, delle Acli e della Caritas di Brescia e Vicenza, è che questa discriminazione avvenga quotidianamente, in maniera subdola, colpendo i più indifesi cioè i bambini. Sarebbe infatti molto più onesto se le istituzioni dicessero chiaramente di voler cacciare dall’Italia tutti gli extra- comunitari, anche quelli onesti e lavoratori, invece che “ convincerli” ad andarsene con sotterfugi. D’altronde secondo la difesa del sindaco leghista di Adro, Oscar Lencini, è la popolazione italiana a chiedere a gran voce di non far mangiare “ questi extra- comunitari parassiti” ed in democrazia, si sa, la maggioranza, silenziosa o meno, ha sempre ragione.

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