E’ stata presentata alla camera dei Deputati la Proposta di Legge dell’on. Franco Narducci recante “Modifica agli articoli 1, 2, 3 e 4 della legge 5 giugno 1997, n. 147, concernente la durata dei trattamenti speciali di disoccupazione in favore dei lavoratori frontalieri italiani in Svizzera rimasti disoccupati a seguito della cessazione del rapporto di lavoro”.

Una Proposta di Legge in cui l’on. Narducci, in un periodo in cui la crisi economica e dell’Euro si fanno sentire anche in Svizzera con evidenti ricadute sull’occupazione soprattutto dei lavoratori frontalieri, affronta la questione dell’indennità di disoccupazione per i lavoratori frontalieri italiani rimasti disoccupati.

Le modifiche che l’on. Narducci propone prefigurano che i fondi della legge n. 147 del 1997 gestiti dall’INPS, vengano utilizzati esclusivamente per il pagamento dei trattamenti di disoccupazione destinati ai lavoratori frontalieri e non vengano impiegati per prelievi o storni destinati al finanziamento di iniziative alternative che nulla hanno a che vedere con gli scopi contenuti nella legge n. 147 stessa.

Inoltre il parlamentare del PD ha proposto alcune modifiche che da un canto incidono sui requisiti occorrenti per accedere al trattamento speciale di disoccupazione frontalieri, e dall’altro prevedono un aumento della durata dell’indennità di disoccupazione speciale frontalieri per i lavoratori anziani licenziati, che oggi sono i primi a perdere il lavoro e che incontrano le maggiori difficoltà, spesso insormontabili, di reinserimento nel mercato del lavoro.

L’on. Franco Narducci, nella Proposta di Legge presentata, ha previsto una automaticità di inserimento dei frontalieri che percepiscono l’indennità nelle liste di cui alla legge 23 luglio 1991, n. 223 e successive modificazioni, presso i Centri per l’Impiego provinciali, visto che a causa, spesso, di mancanza di informazione molti lavoratori frontalieri disoccupati non usufruivano di questa opportunità. “La presentazione della proposta di legge di modifica della 147 rappresenta per ora soltanto un atto formale di cui si dovrà fare carico la presidenza della Camera e il Governo se si vorrà offrire concretamente un ombrello protettivo a migliaia e migliaia di cittadini italiani che, con il loro lavoro, contribuiscono degnamente all’economia dei comuni di frontiera” ha sottolineato il Deputato eletto all’estero.

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