“Il diritto al voto degli italiani all’etsro non e’ mai stato una conquista o contention, bensi datoci dai nostri padri costituenti e sancito dalla nostra Carta dei diritti”. Al di la’ delle minkiate detta presumilmente dal Premier italiano in Brasile, c’era, c’e’ e ci sara’ anche fra cento anni, solo il parlamento ne puo’ modificarne le modalita’. Siamo molt attenti cari italiani all’estero che se si perde il voto per corrispondenza si perde il diriitto. Adesso vorrei fare due passi indietro ai famosi o presunti brogli, verificatesi nell’elezioni all’estero 2006 &8, in molti dei casi riportati o denunciati si e’ trattato solo di voto assistito, la legge elettorale all’estero (1) Non prevedeva le liste bloccate, il cittadino per votare il suo candidate doveva scrivere nome e cognone, molti delle vecchie generazioni di migranti, non avevano molta dimestichezza con le modalita’ di voto, quell che molte associazioni o comuni cittadini, hanno semplicemente assistito il cittadino ( l’unico caso accertato dalla magistratura di reato per aver violato laaa legge e’ stato quello dell’ex senatore Di Girolamo del PDL) (2) Il plico e’ stato spedito da terzi e non dai cnsolati e non per via raccomandata, questo ha fatto si che molti plichi sono andati disperse con l’abuso di doppioni. (3) I casi ( o presunti) di compra/vendita di plichi, sono stati pochissimi, anche se qualcuno all’estero ne ha fatto ingiustamente una casistica, alzandone dei polveroni autolesionistici.

Piu’ volte abbiamo detto e scritto che per evitare futuri brogli, anomalie e truffe, bisognerebbe introdurre un registro elettorale su basi annui o ad ogni tornata elettorale, come avviene in altri paesi civili. Abbiamo anche detto (e scritto) che il registro Aire c’e l’hanno in possesso anche I comuni di ultima residenza dell’italiano all’estero e non comprendiamo del perche’ la registazione e il plico non possono essere da questi gestiti nella loro interezza, ivi incluso lo scrutinio, non solo questo sistema ridurebbe il costo elettorale del 50% ma migliorerebbe le modalita’ del voto. (1) Non piu’ doppioni. (3) Il plico arriva al diretto interessato. (3) Voto a chi lo desidera ( quasi due terzi dell’elettorato ha preferito astenersi). Questo e’ un dato di fatto!

Le circoscrizioni estere (rappresentanza estera) a detta di molti (ultimamente anche dallo stesso Berlusconi) non sono servite un granche’, altri invece sostengono che andrebbero abolite e sostituite con il voto passivo e attivo per corrispondenza, con l’introduzione del voto elettronico a prescindere dalla residenza del candidato (ed io aggiungerei a tutte le tornate elettorali). Se il voto e’ ancora un diritto, perche’ limitarlo?. Noio insistiamo e insisteremo fino alla nausea, che il voto e’ un diritto inviolabile dell’uomo e non andrebbe in nessun modo limitato, altrimenti faremmo meglio ad abolirlo del tutto. Per finire un anno ci sono state le elzioni europee, apparentemente tutto e’ filato lisco come l’olio, ne siamo sicuri? Invece e’ avvenuta la puo’ grande truffa delle truffe, il voto doppio. Alzi la mano chi all’estero non ha votato due volte? Eppure nessun italiano all’ estero ne ha mai denunciati casi. Un altro particolare non espressamente enfatizzato da nesunno che invoca I seggi nei consolati o enti all’estero, l’afflusso e’ stato solo del 6.6% (nel 2004 era appena al di sopra del 10%), questa la dice lunga. Il cittadino preferisce votare nel proprio intimo che recarsi alle urne, ecco perche’ (ed invito il ministro Brunetta a mantenere le sue promesse fatte allOn. Razzi riguardo al voto elettronico) Il voto postale va ammodernato e reso piu’ pragmatico e non sostituito con i seggi, al cittadino il solo recarsi alle urne costo in media 5 euro, e' ahime' il costo per una spedizione di un plico. Credo di aver detto tutto, ma in futuro ritorneremo sull’argomento. Il lettore e’ libero di consulatare i nostril archivi per una piu' approfondita lettura.

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