AC 4829

La Camera,
premesso che:

la dotazione finanziaria afferente al capitolo 3153 (promozione della lingua e della cultura italiana all’estero) del bilancio del Ministero degli Affari esteri ha subito pesantissimi tagli, passando dai 34 milioni di euro del 2008 ai 13 milioni e 321.358 euro del 2011 e i previsti 6 milioni e 376 mila euro del 2012, con un taglio di ben 27 milioni e 624 mila euro cioè l’80 % delle disponibilità finanziarie allocate nel 2008;

i tagli operati sul succitato capitolo di bilancio (3153) sono in palese contraddizione con le affermazioni più volte ribadite da autorevoli rappresentanti del Governo precedente, circa l’importanza del nostro patrimonio linguistico e culturale ai fini della promozione del sistema Italia nel mondo;

la spropositata diminuzione delle risorse occorrenti per la promozione della lingua italiana all’estero ha suscitato reazioni negative in ogni parte del mondo dove risiedono comunità italiane. Nella lettera inviata il 5 dicembre scorso dall’Intercomites Germania al Ministro Terzi di Sant’Agata – tanto per citare un esempio – si evidenzia che “la situazione del Cap. 3153, contributi assegnati agli enti gestori dell’intervento scolastico, in Germania è diventata insostenibile”. Tutto ciò in un contesto in cui l’insuccesso scolastico dei figli dei nostri connazionali emigrati è da tempo al centro di un dibattito molto acceso;

i corsi di lingua e cultura italiana per i ragazzi in età scolare, figli degli italiani che vivono all'estero, costituiscono sempre più l'unico collegamento con la nostra lingua e la nostra cultura;

la riduzione delle risorse finanziarie colpisce esclusivamente gli Enti Gestori dei corsi di lingua e cultura italiana e dei corsi di sostegno, enti costituiti per volontà del Governo italiano, a partire dal 1993. Si deve ragionevolmente realisticamente prevedere che nel 2012 molti di detti Enti chiuderanno i battenti per fallimenti o per l’impossibilità di sopravvivere, con la conseguenza di un forte danno all’immagine dell’Italia e una drastica riduzione del numero dei corsi di lingua e cultura italiana;

in Svizzera scompariranno circa 400 corsi di lingua e cultura italiana e oltre alla mancanza di un servizio fondamentale cesseranno anche una serie di proficui rapporti con le istituzioni locali, rapporti di grande rilievo per l’integrazione nella società di accoglienza. Nel Saarland (Germania), per esempio, la probabile chiusura dell’Ente Gestore COASCIT-Saar – che tra l’altro dispone di personale super qualificato, con doppie lauree (in Italia e in Germania) – molto apprezzato dalle istituzioni scolastiche tedesche, interromperà la proficua collaborazione con il Kultusministerium all’interno del progetto “Sprachenkonzept 2011” del Saarland. Un progetto in cui i docenti del suddetto Ente Gestore lavorano ad “Arcobaleno”, un programma bilingue per integrare i bambini italiani delle classi che aderiscono al progetto. È un modello di integrazione eccellente, testimonianza del lavoro che svolgono i docenti del COASCIT;

la promozione linguistica costituisce parte fondamentale dell’azione internazionale dell’Italia nell’ambito della diplomazia culturale, preziosa premessa anche alla penetrazione commerciale affidata all’istituenda Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese,

impegna il Governo

a valutare la possibilità di reperire risorse supplementari per implementare il cap. 3153 da destinare agli Enti Gestori e assicurare la continuità dell’insegnamento linguistico per i ragazzi in età scolare, figli di italiani emigrati, contribuendo così a mantenere vivo il legame con l’Italia e a promuovere il nostro sistema Paese nel mondo.

Franco Narducci, Maro Fedi, Fabio Porta

La Camera
Premesso che:
fin dal 2003 è stata prevista una franchigia fiscale per i lavoratori italiani frontalieri sottoposti a doppia imposizione fiscale. Sono i lavoratori che risiedono in Italia e lavorano in Stati esteri;
l’importo della franchigia, fissato nel 2003, in 8000 euro non è stato aumentato nel corso degli anni, né le iniziative parlamentari per adeguarlo all’aumento del costo della vita hanno avuto seguito;
sono circa 6.000 i lavoratori frontalieri che dall’Emilia-Romagna e dalle Marche si recano a lavorare nella Repubblica di San Marino e oltre 6.000 che dalla Liguria si recano a lavorare in Francia e nel Principato di Monaco. Inoltre, la franchigia ha validità per tutti i frontalieri italiani occupati nei cantoni svizzeri di frontiera oltre la fascia di 20 chilometri, così come stabilito con l’Accordo del 3 ottobre 1974 relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri ed alla compensazione finanziaria a favore dei Comuni italiani di confine, recepito successivamente nella Convenzione italo-svizzera del 9 marzo 1976 (Convenzione tra la Confederazione svizzera e la Repubblica italiana per evitare le doppie imposizioni e per regolare talune altre questioni in materia di imposte sul reddito e sul patrimonio), entrata in vigore il 27 marzo 1979;
la copertura finanziaria della franchigia non tassata, dettata dall’esigenza di non penalizzare i redditi dei lavoratori frontalieri sottoposti a doppia imposizione, è stata assicurata di anno in anno dalle leggi finanziarie fino al 2011, e scadrà al 31/12/2011;
gli emendamenti per assicurare la copertura per l’anno 2012 presentati ai provvedimenti finanziari approvati nell’anno in corso non sono stati accolti, a causa dell’apposizione di successivi voti di fiducia;
la crisi economica che non ha risparmiato la Repubblica di S. Marino ha indotto il Governo sanmarinese a varare nel dicembre scorso una finanziaria di tagli e nuove entrate atti a coprire il deficit. Parte di essi derivano da una mancata detrazione del 9 per cento, applicata solo sulle buste paga dei lavoratori frontalieri italiani. Il prelievo, oltre a ledere il diritto all’uguaglianza del trattamento dei lavoratori negli stessi luoghi di lavoro, determina un sensibile peggioramento delle condizioni economiche dei lavoratori frontalieri occupati a San Marino;
la massa finanziaria originata dal lavoro transfrontaliero rappresenta la fonte primaria per le popolazioni e per lo sviluppo dei comuni confinanti con le nazioni sopra menzionate;
impegna il Governo
ad affrontare con urgenza le questioni del lavoro transfrontaliero e a prorogare, per il 2012, la franchigia di 8000 euro destinata ai redditi dei lavoratori frontalieri italiani occupati nei termini sopra esposti.
Marchioni
Narducci

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