di Michele Capaccioli

Oltre ad aver conseguito un Master in Business Administration MBA alla Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi di Milano e a lavorare presso un’importante banca di investimento inglese, Guglielmo Picchi (nella foto, a sinistra, assieme a David Cameron) è uno di quei politici che ha fatto la gavetta nel partito e che è è rimasto sempre fedele al partito. Infatti, l’inizio del suo impegno politico avviene con Forza Italia a Firenze, co-fondando il Club Forza Italia Fortezza, di cui è tuttora presidente. Dal ’95 al ’99 è eletto come Consigliere Circoscrizionale del Comune di Firenze. Nel 1999 è membro della giunta cittadina di Forza Italia, rimanendo in carica fino al 2004. Dopo il 2004, comincia il suo impegno politico a Londra che portò anche al gemellaggio tra il Partito Conservatore delle Cities of London and Westminster e Forza Italia di Firenze, a cui seguirono altre iniziative e gemellaggi. Nel 2006, è eletto con 5362 voti alla Camera dei Deputati come uno dei rappresentanti degli italiani all’estero, per la Circoscrizione Estero, ripartizione Europa. Ricandidato nell’aprile del 2008, viene riconfermato con 13239 voti.

Tra impegni istituzionali e missioni della Delegazione Italiana presso l’OSCE, siamo riusciti ad “intercettarlo” per avere delle novità sui suoi impegni e sulle iniziative intraprese a tutela dei diritti degli italiani all’estero. Ringraziamo Guglielmo per il tempo concessoci.

Michele Capaccioli: Guglielmo, come procede il tuo impegno istituzionale e quello del Pdl nella Circoscrizione Estero, ripartizione Europa? Quali sono i tuoi prossimi impegni?
Guglielmo Picchi: Il mio primo dovere è essere presente in Parlamento, nelle commissioni ed occuparmi di politica estera e di italiani nel mondo. Sono membro dell'Assemblea Parlamentare dell'OSCE e questo mi permette di occuparmi di cooperazione e sviluppo in Europa e di svolgere importanti e delicate missioni di monitoraggio elettorale in paesi a democrazia “minore” o non perfettamente compiuta. Penso a missioni in Ucraina, Kyrgyzstan, Kazakhstan, Tajikistan, Federazione Russa, Bielorussia, Moldavia, Tunisia, Turchia, tra le altre. A breve avremo le elezioni in Azerbaijan.

Da “inglese” interpreto il collegio elettorale come “constituency” e, quindi, ritengo il rapporto con gli elettori fondamentale e la base della mia azione sul territorio. Cerco di essere il più presente possibile e visito regolarmente tutte le comunità italiane in ogni parte d'Europa e cerco di mantenermi in contatto tramite web e i social network quando non posso raggiungerli direttamente. Il contatto diretto con gli elettori è fonte di grande soddisfazione, anche se il lavoro e le richieste sono spesso gravose!

Come impegno partitico da coordinatore europeo del PDL, la mia mission è quella di costruire una fitta rete di referenti sul territorio per essere pronti al meglio per le elezioni politiche e per quelle dei Comites, dove speriamo di poter votare con la nuova legge. In molti paesi le cose vanno molto bene. In altri, c'è molto lavoro da svolgere, ma credo che dopo 6 anni di lavoro siamo su una buona strada.

MC: Qual è, secondo te, l’eredità lasciata da Mirko Tremaglia agli italiani all’estero? E, inoltre, riterresti opportuno migliorare la Legge Tremaglia?
GP:Il lascito di Mirko Tremaglia è scritto nella Costituzione. Gli artt. 48, 56 e 57 prevedono la Circoscrizione Estero e l'elezione di 12 deputati e 6 senatori.

La legge che regola le modalità di voto all'estero, nota come “Legge Tremaglia”, va certamente migliorata, per prevenire situazioni ambigue, come in occasione delle elezioni politiche 2006 e 2008.

Penso ad esempio alla stampa, alla spedizione centralizzata a Roma dei plichi elettorali e l'istituzione di apposite commissioni elettorali in ogni consolato per fornire trasparenza a tutto il processo elettorale.

MC: Che tipo di spunti ti hanno offerto il viaggio a Davos e gli incontri con Angela Merkel e Boris Johnson per quanto concerne il tuo mandato elettorale, la tua attività istituzionale e le prossime elezioni?
GP: Gli incontri internazionali sono sempre molto positivi perchè arricchiscono di nuove esperienze e forniscono spunti sia per meglio comprendere dinamiche internazionali che per “importare” politiche di successo.

Davos permette l'incontro di molte persone eterogenee sia per provenienza geografica che per background. Quindi, il confronto con diverse situazioni e temi permette, tra le altre cose, di comprendere come molte dinamiche italiche siano condivise da altri paesi e che alcuni problemi siano provincialismi di cui, francamente, si potrebbe fare a meno

Quanto agli incontri con Johnson e la Merkel, sono incontri privati, ma posso dire che Johnson è riuscito a governare una città grande e complessa come Londra in un periodo di crisi, tagliando le tasse sulle case, aumentando il trasporto pubblico, mettendo più polizia nelle strade. Lo ha fatto lottando duramente contro gli sprechi, i benefit non dovuti e cercando di spendere in modo mirato. La Sig.ra Merkel ha risanato il proprio paese e, prima di chiedere sacrifici ai tedeschi, chiede che gli altri partner europei raggiungano più elevati standard di rigore nei conti pubblici, gli stessi standard pensionistici e meno evasione fiscale. Certo, se anche lei fosse stata più decisa, la Grecia sarebbe costata meno a tutti.

Posso, infine, dire che i rapporti con gli altri partiti del centrodestra europeo sono importanti non solo per costruire una politica europea comune, ma anche per aiutare a mobilitare il rispettivo elettorato. Non è un segreto che i conservatori abbiano sostenuto a Londra il sottoscritto nelle elezioni politiche 2006 e 2008 e che il favore è stato sempre restituito. Infatti, siamo impegnati nella campagna per rieleggere Boris Johnson come sindaco di Londra il 3 maggio 2012.

Anche con la CDU ci siamo dati appuntamento per le rispettive elezioni. D'altronde, non può che essere così: l'UE permette a noi Italiani all'estero il voto alle elezioni amministrative. Perché, dunque, i 100.000 italiani di Londra non dovrebbero far sentire la loro voce, o i 100.000 di Stoccarda o i 6000 di Wolfsburg?

MC: Diversi italiani all’estero si stanno mobilitando per la riapertura di Rai International. Cosa si sta facendo al livello istituzionale?
GP:Ci siamo attivati in modo bipartisan sia incontrando il governo che depositando atti parlamentari. Non basta certo, ma, aggiungendo anche del buon clamore mediatico, mi pare che qualche spiraglio si stia aprendo.

MC: Qual’è la tua posizione per il ripristino dei fondi lingua e cultura all’estero?
GP:L'attuale gestione dei corsi di lingua e cultura non raggiunge gli scopi che il nostro paese si era prefissato. Troppo costoso inviare insegnanti dall'Italia e troppo lacunoso ed opaco l'operato degli enti gestori, senza poi parlare di ciò che avviene negli istituti di cultura.

La materia va “normata” nuovamente, puntando non solo ai connazionali, ma anche agli stranieri. Penso a maggiori sinergie con le università italiane e straniere, con la società Dante Alighieri, con le camere di commercio, le regioni e gli enti locali.

Oggi c'è una grande disomogeneità nei modelli gestionali e frammentazione degli investimenti che rendono i risultati non sempre eccellenti.

MC: Dopo la sua affermazione, con la quale il Capo del Governo ha affermato che il lavoro fisso sarebbe monotono, Mario Monti ha corretto il “tiro”. Monti ha parlato di equivoco, sostenendo che i giovani “devono abituarsi all'idea di non avere un posto fisso per tutta la vita”, come capitava alle generazioni precedenti. Sempre secondo Mario Monti, e' meglio, invece, “abituarsi a cambiare spesso luogo o tipo di lavoro e Paese. Questo non è da guardare con spavento, come una cosa negativa. Gli italiani e i giovani hanno in genere troppa diffidenza verso la mobilità e il cambiamento”.

Ritieni questa un'affermazione condivisibile oppure una spiegazione troppo generale (non tutti hanno la possibilita' di andare all'estero)?
GP: L'affermazione di Monti è infelice, detta poi da uno che è Senatore “a vita”. Ma, detto questo, c'è un problema di sostanza. I nostri ragazzi, che spesso ragazzi non sono, penso ai miei coetanei alla soglia dei 40 anni, hanno alle spalle un relativo benessere che non li spinge a mettersi in gioco. E' più facile rimanere con la propria famiglia che non affrontare disagi di spostamento o addirittura di cercare lavori “umili”.
Ma il problema vero è che la rigidità del posto fisso crea precariato e a pagarne le spese sono soprattutto i giovani. Liberalizzerei il posto fisso e, per dare l'esempio, comincerei dalle Università. Chi non produce ricerca, via. Sapete quanti ricercatori validi potrebbero entrare?! Il Regno Unito o gli USA sono un ottimo esempio: là, il posto universitario “ a vita”, non esiste.

MC: Qualche settimana fa, la Camera dei Deputati ha approvato la responsabilità civile dei magistrati. Grazie ad essa, i magistrati che commetteranno degli errori pagheranno.

ll Governo aveva dato parere contrario.
Sembra che alcuni deputati dell’opposizione, facenti parte di partiti pubblicamente contrari alla responsabilità civile dei magistrati, abbiano votato a favore di questo provvedimento.

Come ti spieghi il parere contrario del Governo, prima, e la posizione dei tuoi colleghi dell’opposizione, dopo?
GP: Intanto, per diventare legge, la norma deve essere approvata anche al Senato. E' evidente che i voti per approvare la norma siano arrivati da PD e UDC. Il PDL era a ranghi ridotti e, tra noi, non c'è stato alcun ordine di scuderia per essere presenti in massa al voto. Avranno pesato i tanti errori che sono presenti nella nostra aula. Cito, tra tutti, la richiesta di arresto per l'On. Margiotta, respinta dalla Camera e poi archiviata o l'assoluzione dell'On. Mannino dopo i 7 anni di carcere. Avrà pesato anche l'evidente errore giudiziario del caso Del Turco. Quando si vota queste storie di colleghi e amici hanno, in molti, un peso importante.

MC: Saresti favorevole ad un miglioramento del provvedimento sopra citato?
GP: Non sono un tecnico, ma, fatto salvo il principio della norma, ogni miglioramento tecnico per la sua applicabilità concreta è il benvenuto.

MC: Sarà previsto anche il carcere per i magistrati che commettono dei gravi errori?
GP: Non sono, in principio, contrario. D'altronde se un magistrato abusa deliberatamente del proprio potere per creare danno ad un cittadino, perché non dovrebbe conseguire le stesse conseguenze?

MC: Infine, ritorniamo agli italiani all’estero. Come giudichi la politica del Governo Monti per quanto concerne la Circoscrizione Estero?
La ritieni soddisfacente?
Cosa si potrebbe fare di più?
GP: Intanto, il “Salva Italia” ha tolto altri fondi. Detto questo, il congelamento del piano di riorganizzazione della rete consolare e l'attenzione per Rai International sono segnali incoraggianti, come le norme per riorganizzare l'Istituto per il Commercio con l'Estero. Tuttavia, si deve andare alla radice, cambiare modello di gestione dell'emigrazione, incidere sui patronati, razionalizzare le spese e le presenze di regioni, province e comuni.

Le risorse che sono già scarse devono essere canalizzate in tre o quattro grandi missioni, in modo da renderne l'impatto significativo.

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